Alitalia, oggi il cda per sbloccare trattativa con Etihad

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Sul tavolo un probabile taglio del personale, mentre Intesa San Paolo e Unicredit sarebbero contrari a una possibile ristrutturazione del debito

Attesa per cosa uscirà dal cda di Alitalia di martedì, che dovrebbe fare il punto della situazione dopo gli stop and go sulla trattativa Etihad e dare qualche certezza in più sul destino della compagnia italiana, da settimane col fiato sospeso per un'operazione che appare di non facile realizzazione, ma su cui le due società lavorano da mesi.

Previsti tagli del personale - I punti da risolvere sono sempre gli stessi: costi da abbattere attraverso, principalmente, una riduzione del personale, debito da ristrutturare, rotte da risistemare. Per quanto riguarda gli esuberi, da tempo si parla di un taglio richiesto tra le 2.500 e le 3.000 unità, che secondo alcune indiscrezioni potrebbero essere ricollocate in aziende pubbliche (principalmente Poste, per altro coinvolta nella partita dopo l'investimento da 75 milioni di euro di qualche mese fa). Alcune ricostruzioni indicano adesso l'intenzione, da parte del management di Alitalia, di puntare a un pre-accordo con i sindacati che prevede la cassa integrazione a zero ore per un migliaio di dipendenti, opzione in grado di soddisfare le esigenze di efficientamento presentate dalla compagnia araba.

Il debito da ristrutturare - Quanto alle rotte, Etihad avrebbe insistito per una riorganizzazione radicale, con un taglio per il medio-raggio, un rafforzamento dell'intercontinentale e un forte impegno sulle infrastrutture necessarie per valorizzare Fiumicino.
Uno degli scogli più difficili da superare, stando alle voci, sarebbe invece quello dei debiti. La compagnia guidata da James Hogan insiste per un taglio di almeno 400 milioni di euro di debiti verso le banche, su un miliardo circa in totale: Unicredit e Intesa Sanpaolo non sarebbero però intenzionate a venire incontro alla richiesta.

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