Torna il BTP Italia: come funziona e quanto rende

Il ministero dell'Economia di via XX settembre a Roma
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Oggi lunedì 14 aprile parte il sesto collocamento del titolo pensato per i piccoli risparmiatori e legato all’inflazione italiana. Rispetto al passato cambia solo la durata

di Vittorio Eboli

Oggi lunedì 14 aprile  torna uno degli strumenti più apprezzati dai piccoli risparmiatori, quel BTP Italia che, figlio della crisi dello spread (estate-autunno 2011), si è trasformato ben presto in un'occasione di "parcheggio sicuro" dei soldi degli italiani che conviene sia al risparmiatore che al Tesoro, come spiega a SkyTg24.it Carlo Aloisio della divisione investimenti di Unicredit.

Siamo alla sesta edizione di un titolo di stato che è riuscito a coniugare con successo (il giudizio degli analisti sul punto è unanime) le necessità di raccolta fondi del Tesoro e le esigenze di investimenti stabili dei risparmiatori, specie quelli medio-piccoli.
Ma, detto in termini semplici, che cos'è questo BTP? Come funziona? Conviene o no comprarlo?

Cosa -  Le caratteristiche di questo prestito obbligazionario, varato in prima versione nel marzo 2012 dal governo Monti (ma ideato dal precedente esecutivo con Tremonti), sono sostanzialmente quelle dei primi cinque collocamenti: garantisce un tasso fisso a chi lo sottoscrive - l'1,65% - più una parte variabile, pagata ogni sei mesi e legata all'inflazione certificata dall'ISTAT nel semestre che precede la cedola. Cambia la durata, la scadenza stavolta è 6 e non più 4 anni, proprio per garantire un rendimento maggiore e arrivare a remunerare il prestito almeno attorno al 2%, visti i tassi sempre più bassi in circolazione in questa fase sui mercati obbligazionari. Lo ha spiegato il direttore generale del Debito pubblico italiano, Maria Cannata.

Come
- Chiunque può acquistarlo (il lotto minimo è mille euro), in modo semplice, direttamente on-line attraverso qualsiasi sistema di home-banking dove è attiva la funzione di trading, grazie all'accordo con Borsa Italiana, oppure, come per tutti gli altri titoli di Stato, presso lo sportello della banca o l'Ufficio di Poste Italiane in cui si detiene un conto titoli.

Quando - Da lunedì 14 a giovedì 17 aprile si può quindi acquistare il BTP Italia, il MEF (ministero del tesoro) garantisce il pieno soddisfacimento delle domande ma si riserva la possibilità di chiudere anzitempo la finestra, qualora le richieste, come avvenuto nelle precedenti edizioni, fossero di enorme entità: nell'ultima occasione, a novembre 2013, il collocamento fu chiuso dopo poche ore, con domande per quasi 20 miliardi di euro (che è l'ammontare cui, secondo gli esperti, il ministro Padoan punta anche stavolta).

Perché - "Il BTP Italia è una felice combinazione tra più elementi - spiega a SkyTg24.it Carlo Aloisio di Unicredit Mib - e il successo clamoroso delle prime edizioni lo dimostra: il piccolo risparmiatore si vede protetto dall'inflazione (che negli ultimi mesi è bassa, vero, ma le stime di ripresa economica nel 2014 fanno ritenere che tornerà a salire), e al contempo porta a casa un rendimento complessivo ragionevolmente buono. Infatti, tra la parte fissa e la rivalutazione all'inflazione (che attualmente è sotto l'1%, ndr) si arriverà facilmente attorno al 3% nel primo anno, con la prospettiva di arrivare al 4% e poi al 4,5% nei due anni successivi: ad esempio, l'ultimo BTP Italia, quello di novembre scorso, è arrivato quasi al 5%".

E poi c'è una sorta di 'bonus fedeltà, ossia, in parole povere, un'altra piccola percentuale corrisposta a chi tiene il titolo fino alla scadenza naturale, senza venderlo prima. "Questo bonus - spiega Aloisio - anche se numericamente può sembrare poco remunerativo, dal punto di vista del ministero del Tesoro è molto importante: serve infatti per limitare quanto più possibile la circolazione di questi titoli, per incentivare l'investitore privato a tenerlo fino a scadenza e a non cederlo ai fondi/investitori istituzionali, così da contenere al massimo le oscillazioni di prezzo (la cosiddetta volatilità) e a far restare il BTP Italia immune dalle speculazioni degli investitori più grandi e potenti".

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