Toyota richiama 6,39 milioni di auto per problemi meccanici

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Le criticità sarebbero legate al sistema di sterzo delle autovetture e ai sedili ma, precisa la casa automobilistica, non avrebbero dato vita ad alcun incidente grave. Il nuovo caso segue gli ultimi episodi analoghi che hanno coinvolto General Motors

di Federico Leardini

Nuovi guai per il mondo dell'auto. Con un comunicato del portavoce del gruppo, Toyota ha annunciato un maxirichiamo di 6 milioni 390mila auto per problemi meccanici.
Criticità legate al sistema di sterzo delle autovetture e ai sedili, che, come precisa il primo produttore di veicoli al mondo, non hanno mai dato vita ad alcun incidente grave.
Mossa prudenziale, quindi, che tocca alcuni dei marchi di maggior successo come Yaris e Rav4. Ma non si tratta di un caso isolato.
Come ricorda il Presidente dei Econometrica e del Centro studi Promotor, Gian Primo Quagliano, il 19 marzo scorso Toyota ha ricevuto dal Dipartimento della Giustizia Usa una maxisanzione da 1,2 miliardi di dollari per difetti di produzione che avevano portato nel corso del 2010 a 5 morti. Toyota recidiva, quindi, ma in "buona" compagnia.

Il caso General Motors - Nelle ultime settimane, infatti, il colosso Usa General Motors per vicende simili (per quanto ancora più gravide di conseguenze) è stata catapultata alla ribalta della cronaca internazionale.
Ad inizio aprile, il conto dei veicoli richiamati alla fabbrica per problemi meccanici da parte della major delle quattroruote a stelle e strisce aveva superato i 6 milioni, con profondi strascichi anche dal punto di vista giudiziario.
La casa di Detroit è sotto stretta osservazione da parte del Dipartimento di Giustizia Usa, che ha chiamato in causa i vertici delle compagnia per 31 incidenti gravi e 13 morti causate da malfunzionamenti dell'impianto di accensione di alcuni modelli.
Una pagina buia che non si è ancora chiusa e potrebbe costare una multa di 35 milioni di dollari (oltre ai procedimenti penali collegati), già oggi chiamata a versare 7000 dollari di multa al giorno per ogni ritardo (rispetto alla scadenza del 25 marzo) sulla consegna di chiarimenti definitivi circa la vicenda.
Oltre, naturalmente, al danno d'immagine per la compagnia, che al momento non ha trovato risposte migliori di quella del Ceo Mary Barra "Mi scuso con tutti coloro che sono stati colpiti da questi richiami e soprattutto con famiglie e gli amici delle vittime".

La risposta del mercato - Sul fronte vendite i dati parlano delle due maggiori compagnie al mondo, con un volume complessivo d'immatricolazioni, per il 2013, di quasi 20 milioni di auto. E prospettive di ulteriore crescita per il 2014 che, come conferma Gian Primo Quagliano, non dovrebbero essere particolarmente toccate da questi annunci, che pur impattando su un volume di veicoli rilevante, non sembra aver colpito nemmeno gli investitori sul mercato azionario.
Se da un lato è vero che i titoli delle due case stanno trattando nettamente sotto i massimi dell'ultimo anno (a differenza delle grandi case europee, meno toccate da notizie simili, per quanto non esenti), dall'altro i singoli annunci non hanno provocato crolli nei valori delle azioni.
Un esempio lampante si ha proprio nel caso Toyota. Sebbene la seduta del mercato giapponese sia andata agli archivi con vendite vicine al 3% per il titolo del gruppo, la stessa sorte ha toccato praticamente tutti i gruppi nipponici, coinvolti nel ritracciamento del Nikkei, generato dalla delusione delle attese per nuovi stimoli monetari da parte del governo Abe e dalla ripresa di valore dello Yen.

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