Piazza Affari non si ferma, listini ai massimi da 3 anni

Borsa di Milano, Piazza Affari (Credits foto:@Fotogramma)
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Parallelamente all'incremento di valore dei nostri titoli di stato, cala il divario che ci separa dalla Germania: lo spread scende sotto i 170 punti. E' la prima volta dal 2011

di Federico Leardini

Non si ferma la corsa di Piazza Affari. I dati negativi che arrivano dall'economia reale italiana (disoccupazione) ed europea (inflazione in costante calo) non spaventano gli investitori. Sembra, anzi, aumentare la convinzione che il 3 aprile la Bce annuncerà qualche azione forte per dar nuovo slancio alla ripresa e gli acquisti si vedono su tutti i fronti del mercato. Sul nostro Ftse Mib, che aggiorna i record dal 2011, continuano a brillare due dei titoli più caldi delle ultime settimane: Mps e Fiat.

Mps - Prosegue la corsa del Monte dei Paschi di Siena, maglia rosa del nostro listino principale con un rialzo del 6,45% I movimenti delle ultime settimane della Fondazione, che da inizio anno ha ceduto il 28% delle sue quote (passando da un controllo quasi assoluto col 33,5% all'essere secondo socio, dietro Blackrock, col 5,5%) hanno attirato l'attenzione degli investitori (e della Consob…), che puntano sul titolo, in attesa di nuovi aggiustamenti nelle partecipazioni. Scommesse al rialzo di cui l'azione ne ha nettamente beneficiato, passando dai minimi a 15 centesimi di metà dicembre 2013 ai quasi 28 di oggi.

Fiat - Lingotto in costante accelerazione (+3,73%), col titolo che ritocca i valori del 2007, in scia a dati sulle vendite Usa di Chrysler che sembrano dar corpo al progetto di sviluppo di Marchionne.
I piani al 2018 prevedono la produzione di 6 milioni di auto, quasi il 50% in più rispetto ai ritmi di oggi, ma le statistiche recenti fanno credere che assorbire questi numeri non sia impossibile. Nel solo mese di marzo, il mercato statunitense ha visto immatricolate quasi 200mila Chrysler, con il marchio Jeep sugli scudi. Un trend positivo che dura ormai da 4 anni, senza soluzione di continuità.


Spread - Più timido, ma sempre positivo, il nostro mercato obbligazionario, che registra un'ulteriore limatura dei rendimenti sui Btp a 10 anni. Parallelamente all'incremento di valore dei nostri titoli di stato, cala il divario che ci separa dalla Germania. La chiusura a 171 punti riporta il nostro Spread ai livelli d'inizio 2011.

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