Cgil: il governo ci ascolti o pronti alla mobilitazione

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Il sindacato attacca: pronti anche allo sciopero se l'esecutivo non darà risposte e non accoglierà le nostre proposte sul lavoro e sul fisco. Il 12 marzo, in consiglio dei ministri, atteso il jobs act

A pochi giorni dal consiglio dei ministri del 12 marzo in cui dovrebbe arrivare il jobs act, resta alta la tensione tra la Cgil e Matteo Renzi. Il sindacato ha fatto sapere domenica 9 marzo di essere pronto alla mobilitazione se il governo non darà risposte e non accoglierà le proposte sul lavoro e sul fisco avanzate dai rappresentanti dei lavoratori. Un avvertimento che arriva a pochi giorni dalle parole di Susanna Camusso, che ha accusato il premier di “sottovalutare molto il rapporto con le parti sociali”.

Le richieste sul lavoro - La mobilitazione, è emerso nel corso del dibattito al direttivo di Corso d'Italia, potrà articolarsi in vari modi, non escluso quello dello sciopero, da decidere eventualmente al momento opportuno. Le rivendicazioni della Cgil puntano, in particolare, a creare occupazione attraverso investimenti pubblici e privati e un intervento sugli ammortizzatori sociali che sia a carattere inclusivo e universale, fa sapere il sindacato.

Le proposte sul fisco - Sul fronte fiscale, la Cgil si aspetta un intervento sulle detrazioni e non generalmente sull'Irpef perché c'è il timore che un intervento di quel tipo potrebbe premiare possibili evasori mentre un intervento sulle detrazioni andrebbe a vantaggio certo di lavoratori e pensionati. Proprio domenica 9, a Sky TG24, Angelino Alfano ha detto che nei "nei prossimi 8 giorni daremo un segnale di riduzione fiscale senza precedenti".

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