Ue: no ai fondi europei per ridurre il cuneo fiscale

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La Commissione europea gela il governo: le risorse devono essere utilizzate per finanziare nuovi progetti per lo sviluppo, non per coprire la riduzione di imposte. E sul debito chiarisce: i Paesi non saranno penalizzati per contributi al fondo salva-Stati

“I fondi della politica di coesione devono essere utilizzati per finanziare nuovi progetti per lo sviluppo. Quindi non possono essere usati per coprire la riduzione di imposte, come quella potenzialmente legata al cuneo fiscale, come suggerito da alcuni osservatori". A dirlo è il portavoce del commissario Ue Johannes Hahn. Era stato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, in un'intervista di giovedì 6 a Il Sole 24 Ore, a evocare la possibilità di utilizzare anche i fondi europei non spesi per coprire i costi delle riforme.

Bruxelles: "Fondi per finanziare risorse nazionali" -
Bruxelles spiega che si tratta di un chiarimento rivolto a tutti: "Stiamo quindi dicendo all'Italia, come a qualsiasi altro Stato Membro dell'Unione, che le regole dei fondi permettono di finanziare con risorse nazionali - prima che i programmi per il 2014-2020 siano adottati dalla Commissione - progetti concreti per offrire, per esempio, aiuti per lo start up o per l'espansione produttiva e occupazionale dell'industria manifatturiere, o operazioni per ridurre la dispersione scolastica", prosegue il portavoce.

Stati non saranno penalizzati per contributi a Esm -
Sempre nella giornata di venerdì 7 è arrivato un chiarimento sulla questione del debito italiano: la Commissione europea sottolinea che "non penalizzerà gli stati Ue" sotto il profilo dei conti pubblici "per il loro contributo ai meccanismi di salvataggio (Esm e Efsf) europei", dice il portavoce di Olli Rehn.

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