Padoan: "Priorità la crescita". Renzi: "Italia sa cosa fare"

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Dopo i rilievi dell'Unione europea, il ministro dell'Economia assicura: "Le coperture arriveranno da tagli alla spesa e misure come il rientro dei capitali". Brunetta: "Venga in Aula a dire come stanno i conti". Draghi: "Giusto il richiamo Ue"

"Non è prevista nessuna manovra correttiva". Palazzo Chigi smentisce la possibilità di un intervento del governo dopo che alcune indiscrezioni di stampa avevano ipotizzato questo scenario. Secondo diverse ricostruzioni, non smentite da alcuni esponenti della maggioranza, infatti, l'intervento sarebbe stato necessario per evitare nuovi sforamenti a livello europeo, specie dopo il richiamo arrivato da Bruxelles.
Intanto il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in un'intervista pubblicata sul Sole 24 Ore (guarda la rassegna stampa) spiega le priorità del suo dicastero, mettendo in cima la crescita. Per il ministro è essenziale "aggredire le cause di fondo della debole competitività delle imprese" e quindi "al primo punto c'è la questione dell'eccessivo cuneo fiscale". Padoan risponde alle obiezioni della Ue rilanciando riforme per la competitività e riduzione del debito.  "Sul deficit - sottolinea - non dobbiamo tornare oltre il 3%". Il debito, aggiunge, va abbattuto e "non perché ce lo chiede l'Europa ma per noi" e "per i nostri figli". Urge quindi "rafforzare il programma di privatizzazioni".

Prudenza sulle rendite finanziarie - Per coprire le riforme del mercato del lavoro e degli ammortizzatori il ministro punta a "riconsiderare gli strumenti esistenti, utilizzando anche risorse che già vengono impiegate all'interno del sistema di welfare".
Prudenza sulle rendite finanziarie: "Sono tante cose molto diverse - dice - Per ciascuna bisogna valutare gli effetti sul gettito, ma anche l'impatto sul reddito delle famiglie e sui mercati". Nel prossimo Consiglio dei ministri inoltre potrebbe arrivare un provvedimento per lo sblocco di 60 miliardi di vecchi debiti della Pa.

Brunetta: "Venga in Parlamento" - E proprio sui temi economici si concentrano le principali reazioni politiche. Così, se il portavoce Pd Guerini conferma che il governo si occuperà innanzituto di riforma del mercato del lavoro, il capogruppo alla Camera di Forza Italia Brunetta annuncia che chiederà "a Renzi e al suo ministro dell'Economia e delle Finanze, Padoan, di venire in Parlamento a dirci come stanno veramente i conti dell'Italia". "Se è vero - afferma Brunetta con riferimento ad alcune indiscrezioni di stampa - che Renzi avrebbe detto che i conti di Letta non erano quelli che Letta andava raccontando", "se è vero che Renzi ha detto questo, ce lo venga a dire in Parlamento in modo formale, e non nelle sedi di partito".

Renzi: "L'Italia sa benissimo cosa deve fare" - Sul richiamo della Ue è tornato in serata anche Matteo Renzi (VIDEO), a Bruxelles per il vertice sull'Ucraina. "Basta con il costante refrain italiano per cui si dipinge l'Europa come il luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa. L'Italia sa perfettamente cosa deve fare e lo farà da sola per il futuro dei nostri figli" ha affermato il premier italiano. Ed ha aggiunto che la priorità per l'Italia è "lavoro e crescita, crescita e lavoro", su questi temi "abbiate la pazienza di aspettare mercoledì 12", quando il governo dovrebbe illustrare i primi provvedimenti sul fronte del lavoro.

Draghi: "Giusto richiamo dall'Ue" - Il presidente della Bce Mario Draghi dice di accogliere "con favore le raccomandazioni della Commissione europea". "Sarebbe un disastro", ha detto Draghi, tornare indietro sul risanamento dopo "così tanti sacrifici e così tanto dolore". Draghi ha quindi spiegato di condividere le raccomandazioni di Bruxelles sulla prevenzione e correzione degli squilibri economici. Occorre un mixi di misure - ha spiegato - per "mettere il debito su una traiettoria discendente" ma avere anche la crescita: per farlo sono essenziali le "riforme strutturali", ad esempio "la disoccupazione strutturale si risolve solo con riforme strutturali".

Saccomanni sorpreso dai rilievi Ue - Negativa invece la reazione ai rilievi Ue dell'ex ministro dell'Economia Saccomanni. "Sorprende la decisione della Commissione di classificare come 'eccessivi' gli squilibri macroeconomici italiani - afferma Saccomanni - anche perché all'elevato debito hanno contribuito i versamenti ai fondi europei salva-stati e l'operazione straordinaria di pagamento dei debiti delle P.a., concordata con la Commissione".



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