Apple, l’italiano Luca Maestri nuovo direttore finanziario

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Romano, 50 anni, prenderà il posto di Peter Oppenheimer, che a settembre andrà in pensione. "Sarà un grande chief financial officer", ha assicurato Tim Cook, amministratore delegato del colosso di Cupertino

Apple affida i suoi conti all'italiano Luca Maestri. Romano di 50 anni, laureato alla Luiss, Maestri assumerà l'incarico di chief financial officer di Apple, sostituendo Peter Oppenheimer, che andrà in pensione in settembre dopo 18 anni in Apple. Un cambio ai vertici che segna - come alcuni lo hanno definito - l'inizio della fine della “vecchia” leadership di Apple: dopo la perdita  di Steve Jobs nel 2011, Apple ha visto l'uscita del carismatico software chief Scott Forstall nel 2012 e del numero uno delle operazioni reatil Ron Johnson nel 2011.

Maestri sarà un "grande chief financial officer" afferma l'amministratore delegato di Apple, Tim  Cook, ammettendo che quando Maestri è stato assunto "già sapevamo che sarebbe stato il successore di Peter".
Maestri è entrato in Apple nel 2013 gestendo la maggior parte delle operazioni finanziarie della società.

Laureato in Economia alla Luiss e con un master in Scienze del management all'Università di Boston, Maestri ha iniziato la propria carriera in General Motors, dove ha ricoperto diversi ruolo, incluso il chief financial officer del team che ha ristrutturato le operazioni in Brasile e Argentina e chief financial officer delle operazioni del gruppo in Europa. Maestri è stato anche chief financial officer a Nokia Siemens Networks e Xerox.

A Maestri spetterà la gestione della liquidità di Apple, un tesoro da 160 miliardi di dollari. Apple è finita nel mirino nelle ultime settimane dopo la miliardaria acquisizione di WhatsApp da parte di Facebook. Una transazione da 19 miliardi di dollari con la quale il social network mostra di volersi rafforzare rispetto alle concorrenti. la strategia di Apple è invece diversa e punta ad acquisizioni piccole e mirate, con 20 società comprate negli ultimi 15 mesi. Una strategia che non convince gli analisti, scettici sulla sua efficacia e che attendono, come i fan, la prossima rivoluzione che Apple lancerà dopo l'iPhone e l'iPad.

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