Quasi 7 milioni di giovani under 35 a casa con i genitori

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Si tratta del 61,2% dei non sposati. Dalle tabelle allegate all’ultimo Rapporto sulla coesione sociale, elaborate su dati Istat, si evidenzia anche che il fenomeno è in crescita, è più accentuato al Sud (68,3% del totale) e non riguarda solo i ventenni

Sono quasi sette milioni i giovani tra i 18 e i 34 anni che vivono ancora a casa con i genitori. E non sono solo concentrati nella fascia d'età più bassa: oltre 3 milioni hanno superato i 25 anni. Insomma tra chi condivide lo stesso tetto con la mamma e il papà non mancano di certo i trentenni. Colpisce come tra i non sono sposati oltre sei su dieci se ne stanno in famiglia piuttosto che andare a vivere per conto proprio. A monitorare il fenomeno è l'ultimo Rapporto sulla coesione sociale, messo a punto da Istat, Inps e Ministero del Lavoro. E Coldiretti aggiunge: quasi 4 italiani su dieci (37%) hanno chiesto aiuto economico ai genitori che anche quando non coabitano restano un solido punto di riferimento per i figli. Figli che infatti nel 42,3% dei casi abitano ad una distanza non superiore a 30 minuti a piedi dalla mamma.

I dati Istat si riferiscono al 2102 e segnano una crescita rispetto al 2011. Guardando nel dettaglio le tabelle allegate allo studio, che riportano come fonte l'Istituto di statistica, si nota un aumento dei ragazzi che vivono con i genitori di 31 mila unità, per un totale di 6 milioni 964 mila. Passando alle percentuali, l'avanzata del fenomeno diventa più chiara: dal 59,2% del 2011 si arriva al 61,2% di tutti i giovani 18-35enni celibi e nubili. E il contributo maggiore lo danno i maschi, tra loro i ragazzi che mangiano e dormono con i genitori sono quasi quattro milioni, quasi un milione in più a confronto con le giovani donne. Inoltre la concentrazione più alta si ritrova nel Sud, che da solo conta più di due milioni di under 35 allo stesso indirizzo del padre e/o della madre.
Tutte cifre che sembrano ricalcare vecchi stereotipi, dal famigerato 'mammone' al tanto discusso 'fannullone'. Ma stavolta potrebbe esserci anche lo zampino della crisi, basti pensare che i disoccupati tra i 15 e i 34 anni sono quasi un milione e mezzo.




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