Squinzi al governo: "O si cambia passo o si va al voto"

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Il numero uno di Confidustria: "Abbiamo sostenuto l'esecutivo dall'inizio, ha fatto una giusta analisi dei problemi ma per il momento è troppo timido nel dare soluzioni e spingere nella direzione giusta". La replica di Letta: "Ognuno faccia il suo"

"O si cambia passo con il governo esistente o ad un certo punto andiamo a votare". Così' il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervistato da Lucia Annunziata, torna a chiedere "un cambio di passo deciso a questo governo, più coraggio" e sottolinea, al contempo, l'importanza della stabilità.
Il governo Letta "lo abbiamo sostenuto dall'inizio", ha fatto una "giusta analisi dei problemi del nostro Paese, ma per il momento è troppo timido nel dare soluzioni e spingere il Paese nella direzione giusta. Mi auguro sia possibile cambiare passo", afferma Squinzi.

"Situazione drammatica" - In particolare ricordando come le imprese abbiano chiesto "un intervento forte sul cuneo fiscale, che non è effettivamente arrivato. Avevamo stimato 10 miliardi, 5 miliardi sembravano possibili, alla fine ci è arrivato poco più di un miliardo: non basta".
Squinzi sottolinea che "il nostro Paese ha bisogno di stabilità nell'azione di governo". Ma anche che "l'economia reale nel nostro Paese è in una situazione drammatica: milioni di persone che non hanno più un lavoro, centinaia di migliaia di aziende che non riescono a svolgere la propria attività in maniera soddisfacente devono essere la preoccupazione principale di tutti noi e della politica, quindi o si cambia passo con il governo esistente o ad un certo punto andiamo a votare".

"Occorre più coraggio" - Su questo Squinzi ricorda che "abbiamo già chiesto un cambio di passo a questo governo. Riteniamo sia necessario più coraggio, un cambio di passo deciso perché per grazia divina la situazione economica del Paese non cambierà. Bisogna intervenire, fare le riforme necessarie, mettere mano ad una politica industriale seria, ad una semplificazione normativa e burocratica, motivo per cui" altrimenti "le imprese italiane delocalizzano e quelle estere non vengono ad investire nel nostro Paese, ad una legislazione fiscale che non abbia un atteggiamento di abuso nei confronti delle imprese", aggiunge il presidente di Confindustria, insistendo sulla rapida approvazione della delega fiscale e sulla riduzione del cuneo.

Letta: "Ognuno faccia il suo lavoro" - E non si è fatta attendere la replica del premier Letta (che in giornata aveva parlato di "una crisi finita"): "E' bene che ognuno faccia il suo lavoro - dice che Confindustria aiuti il Pil del paese. Sono convinto che i dati giusti siano quelli del governo".

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