Privatizzazioni, Saccomanni: "Si comincia col 40% di Poste"

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L’annuncio del ministro dell’Economia da Davos: “Domani ci sarà il decreto del presidente del Consiglio che darà il via al processo”. Sulla situazione economica del paese ha assicurato: “In Italia non c’è pericolo di deflazione”

Venerdì 24 gennaio "ci sarà il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che fa iniziare il processo di privatizzazione previsto. Per le Poste si comincia con il 40% poi vediamo". Lo ha affermato il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni a margine dei lavori del Forum di Davos.
Saccomanni ha partecipato nella giornata di giovedì a un incontro con gli investitori internazionali a porte chiuse insieme al segretario al Tesoro Usa, Jack Lew, e al ministro delle Finanze giapponese, Haruhiko Kuroda. Il ministro italiano ha spiegato di aver illustrato ai partecipanti i progressi dell'Italia nelle riforme strutturali. "Altre ne faremo domani quando si faranno passi concreti sulle privatizzazioni", ha aggiunto. "Mi hanno chiesto anche cose sull'Europa - ha detto il ministro - e ho sottolineato l'importanza dell'Unione bancaria e del rilancio dell'attività economica Ue attraverso le misure che le istituzioni europee possono prendere". In tema di privatizzazioni, ha spiegato, "domani si farà il decreto" per quanto riguarda Poste italiane: "si comincia con il 40% poi vediamo", ha detto.

Saccomanni ha poi assicurato che in Italia "non c'è pericolo" di deflazione. "Siamo in una situazione completamente e talmente diversa da quella del Giappone", ha spiegato Saccomanni rispondendo a una domanda sull'intervento del premier giapponese Shinzo Abe al Forum di Davos. "Prima di tutto non abbiamo avuto un decennio di deflazione come il Giappone", ha aggiunto escludendo che l'Italia rischi uno scenario deflazionistico e debba ispirarsi al modello Abenomics illustrato ai lavori del World Economic Forum dal premier di Tokyo. "No - ha concluso - direi proprio di no".

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