Più smartphone e stampanti 3D, le previsioni per il 2014

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Gli esperti prevedono che si diffonderanno i dispositivi wereable e la stampa 3D. Si faranno sempre più spazio gli ambienti di apprendimento online (Mooc) e i video “on command”. Anche per effetto del datagate, crescerà il bisogno di privacy

di Nicola Bruno

Nel corso del 2014 continuerà la marcia del traffico internet mobile per il superamento di quello desktop. Anche perché avremo sempre più gadget da indossare (wereable) che dialogheranno con i sensori intelligenti sparsi dappertutto (internet delle cose). Il 2014 sarà anche l’anno in cui diventeranno mainstream la stampa 3D e l’educazione online in stile MOOC (Massive Open Online Course: corsi universitari online aperti a chiunque abbia a disposizione una connessione web). Dopo HD, 3D e Smart, la prossima parola-chiave per la tv sarà “Ultra”, mentre verranno consumati sempre più video in modalità “on command” (e, cioè, su segnalazione degli amici). In tutto ciò, anche per effetto del Datagate, esploderà il bisogno di privacy e sicurezza da parte degli utenti. Sono queste alcune delle previsioni hi-tech per il 2014 che abbiamo raccolto a partire dai report di diversi istituti di analisi (Gartner, Forrester, JWT Intelligence, Ericcson ConsumerLab), associazioni di categoria (IEEE) e testate internazionali (Financial Times, Guardian, Zdnet).

Wereable - I dispositivi da indossare, come gli smartwatch, i Google Glass o i braccialetti hi-tech per  sportivi come Fitbit, Jawbone e Nike+ Fuelband, sono attesi come la “big thing” del 2014. Se fino a ora hanno interessato solo una piccola nicchia di mercato, secondo Zdnet nel 2014 cominceranno a diventare mainstream, anche grazie alla visibilità dei Google Glass che dovrebbero arrivare nei negozi proprio nei prossimi mesi. Inizierà così quel boom che, secondo le stime di Jupiter Research, porterà a vendere 130 milioni di dispositivi indossabili di qui al 2018. Grazie all’integrazione con i cellulari, i wereable ci incentiveranno a collezionare sempre più dati sulle nostre attività quotidiane, portando così alle masse il fenomeno del “quantified self”. Già ora, sottolinea il report di Ericcson, il 60% degli utenti desidera un braccialetto in grado di tenere traccia del sonno o delle distanze percorse.

Internet delle Cose - Secondo Forrester nel 2014 verranno sempre di più erose le barriere tra mondo digitale e mondo fisico. Questo avverrà anche perché sensori e microchip troveranno posto in sempre più oggetti di uso quotidiano, dalla tv all’auto. Secondo le previsioni di Business Intelligence, le “cose” connesse passeranno da 1,85 miliardi del 2013 ai 2,5 miliardi del 2014. Potranno così essere messe in network non solo persone e cose, ma anche luoghi e informazioni, innescando un processo che - secondo Gartner - di qui al 2020 porterà alla proliferazione delle macchine intelligenti consapevoli del contesto.

Stampa 3D - Il prossimo Consumer Electronics Show di Las Vegas ospiterà una “tech zone” tutta dedicata alla stampanti 3D. Segno che questo settore sta ormai andando oltre le applicazioni industriali, per arrivare alle masse. Sia il costo degli scanner che delle stampanti 3D sta scendendo velocemente, rispettivamente intorno ai 400 e 1200 dollari. “I prezzi dovranno scendere ancora di più prima di portare la tecnologia 3D in tutte le case, ma la direzione è ormai chiara”, scrive il Financial Times. E questo lo confermano anche i dati di Gartner, secondo cui il numero di stampanti 3D distribuite nel mondo crescerà del 75% nel corso del 2014, per poi raddoppiare ancora l’anno successivo.

Boom mobile - Nel corso del 2014 continuerà a crescere la diffusione degli smartphone a basso costo. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove - spiega il report di Ericsson ConsumerLab - i telefoni intelligenti diventeranno il principale strumento di accesso a Internet. Proprio dall’incrocio tra tecnologia mobile e cloud - scrivono gli esperti di IEEE - nel prossimo anno si potrà fornire “risorse di computing illimitate” permettendo “una migliore sincronizzazione dei dati e un accesso sempre-ovunque” alle applicazioni. Secondo Gartner, il nuovo anno vedrà crescere sempre di più le interfacce ottimizzate per i browser mobile in HTML5 (e quindi adattabili a qualsiasi sistema operativo), a discapito delle tradizionali applicazioni (che invece erano specifiche per i diversi modelli).

Più Mooc per tutti - Dopo le prime sperimentazioni nel corso del 2013, “l’interesse per i Massive Open Online Courses (Mooc) continuerà ad esplodere” secondo gli esperti di IEEE. E questo non riguarderà le piattaforme più note, come Coursera (che oggi conta 3 milioni di iscritti e 107 partner) o edX (1,7 milioni di utenti), ma anche altri consorzi che arriveranno nel corso dei prossimi mesi, rendendo così l’educazione sempre più “ubiqua, contestuale e senza interruzioni”. Tutto ciò dovrà però andare di pari passo con il potenziamento degli strumenti tecnologici e pedagogici.

Ultra Tv - I primi prototipi sono arrivati 18 mesi fa, ma secondo il Financial Times sarà nel corso del 2014 che l’Ultra Tv diventerà di massa. Con questo nome si fa riferimento ai dispositivi 4k, e cioè in grado di offrire una definizione quattro volte superiore rispetto a quella delle attuali HDTV. Spesso, poi, queste tv sono accompagnate anche da funzionalità premium come lo schermo arrotondato e la tecnologia OLED, motivo per cui il prezzo parte dai 4000 dollari.

Video on Command - Dopo i video-on-demand la prossima evoluzione nell’ambito delle immagini in movimento sarà quello che Ericcson definisce “video on command”. E cioè contenuti suggeriti dagli amici, magari sui social network, da guardare non solo a casa ma soprattutto in movimento. Una tendenza, questa, che va di pari passo con una cultura dello streaming sempre più pervasiva.

Più privacy e sicurezza - Il tema è stato portato alla ribalta dal cosiddetto Datagate, che ha fatto già esplodere il mercato delle tecnologie per la privacy e fatto arrivare nuovi provvedimenti. Ma anche altri casi di perdita di dati sensibili in ambito corporate hanno puntato l’attenzione sul bisogno di “interfacce fidate”, in grado di proteggere adeguatamente utenti e consumatori. Soprattutto perché, come sottolinea Forrester, “il costo di una fuga di dati può essere di 10 milioni dollari”.

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