Draghi: "No al risanamento dei bilanci con nuove tasse"

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Le previsioni di crescita della Bce per l'Eurozona nel 2014 passano dall'1% all'1,1%. Migliora anche l'inflazione a 1,1% nel 2014 e 1,3% nel 2015. Invariati i tassi. che "resteranno bassi a lungo"

Spiragli di ottimismo per l'economia internazionale. La Bce migliora leggermente le previsioni di crescita per l'Eurozona nel 2014, che passano dall'1% all'1,1%. Andrà meglio del previsto anche l'inflazione: quest'anno 1,4%, nel 2014 1,1% e nel 2015 1,3%. Secondo il presidente della Bce Mario Draghi, l'andamento dell'inflazione dovrebbe procedere "sotto tono" per "un periodo prolungato", ma le aspettative sui prezzi restano in linea con l'obiettivo di stabilità.
Intanto, anche la crescita americana accelera nel terzo trimestre 2013, con il Pil che sale del 3,6% dal 2,8% inizialmente stimato dal Dipartimento del Commercio. Il dato è superiore alle attese degli analisti, che stimavano un +3,1%.

Da Francoforte, anche la conferma che la Bce ha deciso di lasciare i tassi fermi allo 0,25% dopo la riduzione a sorpresa del mese scorso. Il costo del denaro nei 17 Paesi della zona euro resta al minimo storico dello 0,25%, raggiunto dopo il taglio di un quarto di punto in novembre. Confermati rispettivamente a 0,75% e a zero il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi overnight in banca centrale, con il cosiddetto corridoio che rimane di tre quarti di punto percentuale.

I tassi "resteranno bassi a lungo", dice il governatore Draghi, che chiede ai governi europei  di "non far passare attraverso nuove tasse il risanamento dei bilanci". "Per generare crescita servono stimoli ma anche la correzione degli squilibri" ha ricordato Draghi. Per questo, "i governi devono fare le riforme", perché "la crescita bassa dipende da riforme non fatte". "Le economie devono essere preparate perché gli stimoli abbiano effetto" ha aggiunto Draghi, secondo cui restano "rischi al ribasso" sulla crescita, nonostante la revisione al rialzo delle stime.

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