Da WhatsApp a Facebook: la sfida dei messaggi su smartphone

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Uno studio rivela che, quando si tratta di messaggistica istantanea, l'app per cellulari batte il social network. Tutta colpa (o merito) di giovani e giovanissimi. Le tendenze variano di Paese in Paese con un'unica certezza: gli sms sono ormai sconfitti

di Raffaele Mastrolonardo

Gli sms, come categoria, sono già stati sconfitti. Ora non resta che vedere chi trionferà nel campo dei neo-vincitori, ovvero le app di messaggeria istantanea che li hanno soppiantati. E a giudicare da una recente indagine sull'uso di queste applicazioni in cinque mercati mondiali WhatsApp, il popolare servizio di instant messaging su smartphone, sarebbe ben posizionato per vincere la concorrenza di Facebook, il cui sistema di messaggistica resta molto diffuso negli Stati Uniti, e di WeChat, servizio di comunicazione mobile cinese molto usato nella madre patria. In tutti i casi, a guidare l'adozione di queste soluzione sono i giovani che vi ricorrono sempre più spesso, un fenomeno che segnala forse un cambio di abitudine dei ragazzi rispetto all'uso dei social network.

Paese che vai... - La ricerca, realizzata da OnDevice Research, ha investigato le abitudini degli utenti in Brasile, Stati Uniti, Sud Africa, Cina e Indonesia scoprendo che, nel complesso, WhatsApp è l'applicazione più gettonata. Il 44 % degli utilizzatori in questi cinque mercati sostiene infatti di ricorrevi  almeno una volta le settimana contro il 35 % che dichiara di fare lo stesso con Facebook Messenger e il 28 % con WeChat. Le differenze tra i vari Paesi sono però marcate. Se negli Usa è ancora Facebook a dominare (46% contro 35 % di WhatsApp e 24 % di Twitter), in Brasile WhatsApp stacca tutti (76% contro 49% di Facebook), mentre in Cina prevalgono i servizi locali (93 % per WeChat e 46% per Sina Weibo). Va però notato, come rivela l'indagine e mostrano le percentuali, che gli utenti spesso usano più di una applicazione.

Giovani in fuga? - Oltre i numeri assoluti, è l'aspetto anagrafico quello che offre la prospettiva più interessante sul fenomeno. Anche negli Stati Uniti, dove pure non primeggia, WhatsApp guadagna infatti consensi nella fascia tra i 16 e i 25 anni dove compete testa a testa con Facebook Messenger. Questo dato sembra confermare la tendenza già sottolineata da alcune indagini di un'emorragia di giovani dal social network di Mark Zuckerberg in favore di app in cui possono condividere informazioni tra gruppi più ristretti e in forma più privata. Se questo trend venisse confermato, potrebbe anche segnalare un cambiamento nell'atteggiamento dei più giovani nei confronti della privacy online.

La guerra delle immagini – E' forse anche per questo che Facebook, secondo alcune indiscrezioni, starebbe pensando ad un funzionalità di messaggi pure per Instagram, l'app per la condivisione di fotografie che ha acquisito nella primavera del 2012. Tuttavia, anche sul fronte foto si sta forse assistendo ad un passaggio generazionale. Secondo OnDevice Research negli Stati Uniti un numero crescente di giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni ricorre a SnapChat, l'app che permette di condividere foto che si autodistruggono dopo la visione. Anche in questo caso a motivare la scelta potrebbe essere la preoccupazione per la privacy. Di sicuro, secondo gli esperti, queste cifre vanno tenute d'occhio. “Dati italiani sull'uso di app di messaggistica non ci sono”, spiega Vincenzo Cosenza social media strategist di Blogmeter, “tuttavia le statistiche mostrano che da un anno all'altro Facebook ha perso il 5 % degli utenti nella fascia 13-18”. Se sia per colpa di WhatsApp & C. non si può dire ma di certo qualcosa si muove. “Probabilmente la molla è la ricerca da parte degli adolescenti di maggiore immediatezza nella comunicazione ma anche l'ipotesi della voglia   privacy non può essere trascurata così come il desiderio di condividere all'interno di gruppi”.

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