Ue: "La manovra va cambiata". Letta: di soli tagli si muore

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La Commissione europea boccia la legge di Stabilità: "Target lontani, obiettivo riduzione del debito nel 2014 non rispettato". Olli Rehn: "Avanti con la spending review". Saccomanni: "Misure già prese in considerazione"

OLLI REHN A SKY TG24: L'INTERVISTA

L'Italia rischia di non rispettare gli obiettivi del patto di stabilità e crescita nel 2014: l'allarme è lanciato dalla Commissione europea nel commento sulla legge di stabilità, proprio nel giorno dello sciopero generale indetto dai sindacati. "C'è il rischio che la bozza del piano di bilancio per il 2014 non rispetti le regole del patto di stabilità e crescita - sottolinea la Commissione - In particolare, l'obiettivo di riduzione del debito nel 2014 non è rispettato".
Secondo Enrico Letta la strada presa è quella "giusta": "Tenere i conti a posto, ma senza soffocare la ripresa perché se il nostro Paese non coglie i venti di ripresa non ce la farà perché di soli tagli e austerità si muore". Il Ministero dell'Economia e delle Finanze commenta: "Nessuna bocciatura: i rischi segnalati dalla Commissione sono già considerati nell'azione del governo e sono già in campo misure per contrastare eventuali rischi su disavanzo e debito".

Il ministro Saccomanni ha spiegato che "le misure che la Commissione richiede sul debito sono in fase di definizione ed avranno effetto sul corso dell'anno". "Non c'è bisogno di fare cambiamenti nella legge di bilancio - ha aggiunto Saccomanni - Con le linee che abbiamo già programmato raggiungeremo il risultato" di ridurre il deficit 2014 al 2,5% ed essere in linea con i parametri.


"Italia prenda provvedimenti" - La bozza analizzata da Bruxelles mette quindi l'Italia a rischio di "non rispetto delle regole su deficit contenute nel patto di stabilità": questa l'opinione della Commissione che mette l'Italia nel gruppo dei Paesi a più alto rischio di sforamento dei parametri. La Commissione europea "invita le autorità a prendere le misure necessarie nell'ambito del processo di bilancio nazionale per assicurare che il bilancio 2014 rispetti pienamente il patto di stabilità e crescita e in particolare per gestire i rischi individuati nella valutazione".

"No alla clausola sugli investimenti nel 2014" - La Commissione "ha concluso che l'Italia non può beneficiare della clausola sugli investimenti nel 2014 in quanto, sulla base delle previsioni autunnali della Commissione, non farà gli aggiustamenti minimi richiesti per portare il suo rapporto fra debito pubblico e Pil su un percorso di riduzione sufficiente". A chiedere di usufruire della clausola, che permette di escludere dal calcolo del deficit pubblico gli investimenti produttivi, per esempio quelli nelle infrastrutture che l'Unione europea ha definito prioritarie, sono state quest'anno Italia e Slovacchia, oltre a Bulgaria e Romania.


Rehn: “Contiamo su rispetto impegni Italia” - “Contiamo su un forte ed efficace rispetto degli impegni da parte del governo e del Parlamento sulla base dell'importante revisione delle spese (spending review) e del lavoro che è in corso," ha detto il commissario Ue agli affari economici Olli Rehn nella conferenza stampa di presentazione delle opinioni dell'esecutivo Ue sulle leggi di stabilità proposte dai paesi dell'area euro. Rehn ha voluto precisare per l'Italia che "il governo ha sottolineato il suo impegno a continuare nel programma di riforme, incluso nella spendig review, che sarà focalizzata sulla riforma delle pubbliche amministrazioni in tutte le sue articolazioni, a livello centrale e locale. Contiamo su un forte ed efficace rispetto degli impegni," ha detto Rehn.


Brunetta attacca Letta e Saccomanni -
"Alla fine l'Italia è rimasta con un pugno di mosche in mano. La Commissione europea ha espresso il suo verdetto negativo sulla Legge di stabilità di Saccomanni e Letta". Lo afferma il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, chiedendo che si apra un "confronto serio sulle riforme" e che si abbandoni la "furbizia dialettica".

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