Mastrapasqua: "Da conti Inps non c'è totale tranquillità"

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Così il presidente dell'ente previdenziale sul deficit patrimoniale dopo l'assorbimento di Enpals e Inpdap. Poi precisa: "Nessun allarme, è solo un problema contabile. I soldi ci sono e ci saranno". Saccomanni: "Nessuna preoccupazione"

L'accorpamento degli enti previdenziali nell'Inps, determinato dalla soppressione di Inpdap e Enpals, ha innescato rischi per il bilancio dell'istituto. A dirlo, durante una audizione parlamentare, è stato il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua, sollecitando un intervento normativo che garantisca l'efficienza della razionalizzazione degli enti.
Mastrapasqua ha ricordato in particolare il deficit patrimoniale dell'Enpals e dell'Inpdap - l'ente previdenziale della pubblica amministrazione - "di oltre 10 miliardi" ereditato da Inps, e il suo squilibrio economico strutturale "ascrivibile alla consistente contrazione delle entrate contributive, determinata dal blocco del turn over operante nel pubblico impiego, e al continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali".
Secondo Mastrapasqua, in particolare, "il disavanzo patrimoniale ed economico è qualcosa che, visto dall'esterno, può dare segnale di non totale tranquillità".
Nessun allarme però, precisa qualche ora dopo a Sky Tg24: "E' solo un problema contabile. I soldi ci sono e ci saranno". E aggiunge: "Mi sono limitato a ribadire" che "il disavanzo ereditato dall'ex Inpdap, non deve trasformarsi in un sintomo di incertezza".

Saccomanni: "Nessun motivo di allarme" -
E pronta è arrivata la replica del ministro dell'Economia Saccomanni: non c'è "nessun motivo di allarme" sulle risorse dell'Inps, ha detto da Bruxelles "stiamo valutando - ha detto - abbiamo parlato anche l'altro giorno con Giovannini, ci sta lavorando la Ragioneria".

"Servono interventi normativi" - Nella sua audizione, Mastrapasqua, ha detto che
"sarebbe auspicabile che fosse approfondita e valutata, nelle sedi competenti, l'opportunità di eventuali interventi normativi, tesi a garantire l'efficiente ed efficace implementazione della più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico", conclude il presidente Inps.

Angeletti: "Lo Stato è il più grande evasore" - Sulla questione dei conti dell'Inps "il più grande evasore è lo Stato che non ha pagato i contributi dei lavoratori pubblici" per una cifra pari "a 8 miliardi di euro". A sottolinearlo è il segretario generale Uil Luigi Angeletti a margine di un convegno sulla 'Gestione separata Inps'. Lo Stato "adesso cerca il modo di trovare le risorse con i contributi privati" ha ancora detto.

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