Alitalia, Air France non sottoscriverà l’aumento di capitale

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In una nota sul piano industriale appena approvato, la compagnia francese rende noto che non aderirà alla ricapitalizzazione di 300 milioni di euro. “Ma restiamo partner seri e leali”. Lupi: "Ora ricerca altro partner internazionale"

Dopo settimane di incertezza, Air France-Klm ha reso noto che non sottoscriverà l'aumento di capitale da 300 milioni di euro approvato da Alitalia per superare la crisi di liquidità che l'ha colpita. Air France intende comunque restare partner dell’Alitalia. Il principale socio e partner industriale del gruppo italiano, con una quota attuale del 25%, spiega infatti in una nota che intende sottoscrivere i bond convertibili di Alitalia in suo possesso al termine dell'aumento di capitale e mantenere una partecipazione nella compagnia di Fiumicino. Air France-Klm non indica a quale livello porterà la sua quota nel capitale di Alitalia.

La nota di Air France – Klm - Non sembra quindi essere bastato a convincere i francesi il nuovo piano industriale approvato mercoledì 13 novembre dal consiglio di amministrazione di Alitalia, e su cui Air France ha votato no, che prevede, secondo fonti vicine alla situazione, risparmi aggiuntivi per 200 milioni nel 2014. "Anche se la parte industriale del piano presentato ieri è un passo nella giusta direzione e ha tutto il sostegno di Air France-Klm, non ci sono ancora le necessarie misure di ristrutturazione finanziaria", si legge nel comunicato del gruppo franco-olandese. Klm, tuttavia, si legge nella nota, "conferma il suo impegno a restare un partner leale e serio di Alitalia nella continuità della partnership industriale attualmente in vigore. Il gruppo continuerà ad appoggiarsi sugli eccellenti risultati di Alitalia per quanto riguarda la performance operativa, la qualità del servizio e il controllo dei costi". Questa partnership, conclusa nel 2009 per una durata di 8 anni, "rappresenta numerose opportunità per le due aziende".

Air France: “Non vogliamo distruggerla” – In un incontro con la stampa, l’amministratore delegato di Air France Klm ha spiegato: "Non abbiamo richiesto tagli di posti di lavoro, non vogliamo trasformare Alitalia in una compagnia regionale, non vogliamo sopprimere l'hub di Fiumicino. Non vogliamo comprare una compagnia per distruggerla". Il piano di Alitalia, ha continuato Alexandre de Juniac, è "estremamente coraggioso", vista la "situazione molto difficile in cui si trova la compagnia", ma manca di una componente finanziaria sulla "ristrutturazione del passivo di bilancio. Gabriele Del Torchio e la sua equipe stanno facendo un lavoro straordinario" ha aggiunto, precisando però che la situazione "non ancora risolta" della propria ristrutturazione in corso e del proprio debito obbliga Air France-Klm ad essere "particolarmente esigente" sulle condizioni.

Lupi: "Ora ricerca altro partner straniero" - "Prendiamo atto" del no di Air France all'aumento di capitale di Alitalia. Così il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi: "Ora sarà possibile effettivamente, per la società innanzitutto e il governo per quanto gli compete, avviare la ricerca di un altro vettore internazionale interessato a forte partnership con Alitalia". "Apprendiamo anche - scrive il ministro in una nota - della volontà francese di continuare la collaborazione con la compagnia italiana e questa è una decisione che apprezziamo". 

Bazoli: "Se Air France si ritira ci sono altri" - "Se si ritira Air France si aprirebbe una gara che può essere interessante perché ci sono sicuramente delle compagnie europee e non che possono essere molto interessate ad Alitalia". A pensarla così è il presidente di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli socio di peso della compagnia controllata da Cai.

Angeletti: "Non accetteremo piano di esuberi" - Pronti a intervenire i sindacati. "Non so se Alitalia proporrà esuberi, noi non li accetteremo, banalmente e semplicemente" ha affermato il segretario generale della Uil Luigi Angeletti spiegando che non è convincente ne' dal punto di vista sociale ne' dal punto di vista industriale "un'operazione di riduzione del personale della compagnia aerea finalizzata a far tornare i conti". "Non conosciamo il dettaglio del piano - ha riferito Angeletti a margine di un convegno sulla gestione separata dell'Inps, promosso dai sindacati confederali - non ci hanno spiegato nulla, pensiamo che gli esuberi non siano la soluzione". Per il leader della Uil "il problema Alitalia è il fatturato dell'azienda, che non riesce a crescere: se non si riesce a crescere i conti non possono essere in ordine. Continuare a tagliare per avere i conti in ordine è una ricetta che dovunque e' stata applicata non ha funzionato".

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