Disoccupazione giovanile: prossimo summit Ue a Roma

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Il premier da Parigi commenta la decisione di tenere nella Capitale la conferenza di aprile: "E' una grande occasione" e "un gesto di fiducia nei confronti dell'Italia". Tra gli strumenti in cantiere "il piano garanzia giovani" destinato agli under 25

Italia in prima linea per risolvere il problema della disoccupazione, l' "incubo" di 6 milioni di giovani europei. Al termine del secondo vertice sull'occupazione giovanile in Europa - che si è tenuto oggi a Parigi, dopo quello dello scorso luglio a Berlino - il premier Enrico Letta incassa il via libera dei partner europei per l'organizzazione del prossimo summit a Roma, probabilmente ad aprile.

Letta: "Disoccupazione incubo nazionale" - "E' il segno che l'Europa ha finalmente messo la lotta alla disoccupazione giovanile al centro delle sue preoccupazioni", ha esultato Letta, sottolineando che si tratta di "una vittoria" per l'Italia. Per il presidente del Consiglio, la conferenza di Roma è "una grande occasione", nonché "un grande gesto di fiducia nei confronti dell'Italia". "La disoccupazione giovanile - ha avvertito - è l'incubo nazionale ma anche il grande tema europeo, quindi credo che questa occasione dobbiamo sfruttarla al massimo".
Per l'inquilino di Palazzo Chigi - che ha partecipato ai lavori dell'Eliseo insieme ad altri 23 leader Ue, tra cui il padrone di casa, Francois Hollande, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel - oggi c'è bisogno di dare "un'accelerazione" a "molte decisioni che sono state prese" in materia di lavoro giovanile.

Il piano garanzia giovani - Il vertice di Parigi non aveva lo scopo di aggiungere nuove iniziative ma di fare il punto ed accertarsi che tutti gli Stati membri stessero mettendo in pratica le decisioni assunte a Berlino. Tra gli strumenti più importanti, Hollande e la Merkel hanno confermato "l'impegno" a garantire che dal primo gennaio 2014, in quei Paesi che hanno presentato il piano garanzia giovani, per ogni under-25 sia trovata una soluzione di avviamento all'impiego o una formazione a quattro mesi dal termine degli studi. Il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ha invitato gli Stati membri a finalizzare i loro piani di azione sulla 'garanzia giovani', e in particolare ha "auspicato iniziative suscettibili di avere efficacia immediata". Ad oggi, solo sei Paesi - Repubblica Ceca, Croazia, Lituania, Lussemburgo, Polonia e Slovacchia - hanno presentato i loro rispettivi piani a Bruxelles.

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, che accompagnava Letta nella missione parigina, ha detto che per quanto riguarda l'Italia "un gran lavoro legislativo è stato fatto. Ora si tratta di implementarla, ed è per questo che stiamo lavorando intensamente con regioni, province e tutti gli altri per arrivare a fine mese al piano per la garanzia giovani che Bruxelles ha richiesto". In "quattro mesi", ha ricordato il ministro, il governo ha approvato "una legislazione che ci porta a livello degli altri Paesi" europei in materia di strumenti per facilitare l'occupazione dei giovani.

I fondi - "La principale cura contro la disoccupazione è la crescita economica", ma "la crescita non basta, e misure a impatto diretto sono necessarie, soprattutto per i giovani", ha sottolineato da parte sua il presidente del Consiglio dell'Ue, Hermann Van Rompuy.
Oltre ai 6 miliardi della garanzia giovani, - riservata a tutti gli Stati con una disoccupazione giovanile superiore al 25% (l'Italia è al 40,4%) - altri 18 miliardi (6 miliardi all'anno nel triennio 2013-2015) verranno dalla Bei e 21 miliardi dalla parte destinata ai giovani del Fondo sociale europeo, spiega la presidenza francese, aggiungendo che si tratta di un totale di circa 45 miliardi di euro per i prossimi due anni.

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