Tassa sulla casa, il governo pensa a modifiche

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Allarme dell'Ance: con l'introduzione della Trise, aumenti fino al 72% sulla prima abitazione e fino al 19% sulla seconda. L'esecutivo starebbe studiando il ritorno delle detrazioni e agevolazioni per i redditi più bassi

Cuneo fiscale e modifiche al capitolo casa. Il governo mette a punto la strategia parlamentare sulla Legge di Stabilità e apre a cambiamenti mentre arriva l'allarme delle associazioni di settore: la Trise rischia di aggravare il conto delle tasse sull'abitazione. Se l'Ance calcola aggravi fino al +72% rispetto a quest'anno, la Confedilizia fa presente che senza modifiche alla legge di Stabilità i proprietari di immobili si troverebbero nel 2014 a versare 10 miliardi di euro in più rispetto sempre al 2013.

L'allarme dell'Ance - Secondo la stima fornita dal presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, in occasione dell'audizione nelle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sulla legge di stabilità, la riforma della fiscalità immobiliare, con l'introduzione della Trise, comporta aumenti fino al 72% sulla prima casa e fino al 19% sulle seconde abitazioni. "Le cose non vanno perché c'è una fortissima inversione di tendenza", ha spiegato Buzzetti sottolineando che "la tassazione sulla prima casa aumenta di nuovo perché togliamo l'Imu e la rimettiamo con la Tasi. Non si sono fatti tagli alla spesa corrente e si riprendono dalla casa: questo è un contrordine sulla ripresa che si stava vedendo". Per Confedilizia nella legge di Stabilità "non viene rispettato l'impegno del Governo ad un alleggerimento del carico tributario sugli immobili o, almeno, ad un mancato aumento dello stesso, posto che, qualora il testo del disegno di legge non venisse modificato, esso determinerà aumenti di tassazione sugli immobili che potranno portare a quasi 10 miliardi di euro di gettito in più rispetto al 2013".

Ipotesi detrazione - Sulla questione casa "dovremo fare dei miglioramenti", assicura il  ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi: "In particolare, tra le altre proposte, occorre prevedere con certezza l'introduzione obbligatoria da parte dei comuni delle detrazioni sulla prima casa, già previste nella legge 214/2011, senza modificare il limite massimo di flessibilità del 2.5 per mille loro concesso".
Tra le ipotesi di modifica in campo, il governo starebbe pensando all'introduzione di una detrazione uguale per tutti a livello nazionale e al superamento della tripartizione dell'imposta così come pensata dal governo puntando su una tassa unica.

Saccomanni: "Non escluso il ritorno alle detrazioni"
- E proprio su questa ipotesi è intervenuto, nel corso della sua audizione, Francesco Saccomani che ha detto come sulla Tasi, che rappresenta una parte della Trise, "non è escluso si debba tornare alle detrazioni". Il ministro dell'Economia ha comunque ricordato che il gettito della Tasi ad aliquota  standard (1 per mille) di circa 3,7 mld e' inferiore al gettito di  circa 4,7 mld ad aliquota standard dell'Imu sulla casa principale e  della Tares sui servizi indivisibili.

Cuneo fiscale - Mano libera al Parlamento, invece, sul costo del lavoro, vale a dire il cuneo fiscale. Una linea già annunciata dal presidente del Consiglio Enrico Letta ma che è stata rafforzata lunedì 28 ottobre nel corso di un pranzo a Palazzo Chigi con il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini e i viceministri al Tesoro. La palla passa dunque alle Camere, che su questo come su qualsiasi altro tema, potranno modificare la Legge di Stabilità - è il leit motiv del governo - a patto di trovare le corrispondenti coperture.
In attesa di capire cosa accadrà durante l'esame parlamentare, i sindacati frenano: la Cisl di Raffaele Bonanni fa sapere che di fronte a modifiche strutturali della legge di Stabilità è pronta "a smontare lo sciopero". Più cauti la Cgil e la Uil: "Quattro ore di sciopero - afferma Susanna Camusso - sono lo strumento per fare pressione", utile per riuscire a "cambiare", aggiunge Luigi Angeletti, tutte le misure che non convincono.

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