Istat: di nuovo giù fiducia consumatori. Retribuzioni ferme

1' di lettura

Sul calo, che arriva dopo quattro mesi di rialzi, pesa il forte ribasso del clima economico. Diminuiscono comunque tutte le componenti. I compensi a settembre rimangono invariati su agosto, mentre salgono dell'1,4% su base annua. I DATI

La fiducia dei consumatori a ottobre torna in calo. Lo rileva l'Istat, che diffonde anche i dati sulle retribuzioni contrattuali orarie a settembre, ferme su agosto ma in salita dell'1,4% su base annua. Sul peggioramento della fiducia pesa il forte ribasso del clima economico. Diminuiscono comunque tutte le componenti, compresa quella relativa alla famiglia.

I numeri in ribasso - Di nuovo giù, dopo quattro mesi di rialzi consecutivi, la fiducia dei consumatori: a ottobre l'indice calcolato dall'Istat diminuisce a 97,3 da 100,8 del mese precedente. Il peggioramento, diffuso a tutte le componenti, è marcato soprattutto per quella corrente e per quella economica, che passa da 99,3 a 93,2. In deciso calo risulta l'indicatore riferito al quadro personale (da 102,4 a 98,1), mentre quello della componente futura diminuisce in modo più lieve.

Il quadro economico generale - Peggiorano sia i giudizi sia le attese sulla situazione economica del Paese (il saldo passa, rispettivamente, da -110 a -129 e da -11 a -14). In peggioramento risultano inoltre le aspettative sulla disoccupazione (da 68 a 71 il saldo), a causa dell'aumento di chi giudica quella futura in 'forte aumento'. Percepita una crescita dei prezzi al consumo e attesa quella dell'inflazione per i prossimi 12 mesi.

La situazione personale - I giudizi e le aspettative sulla situazione economica della famiglia peggiorano (i saldi dei primi passano da -58 a -64, quelli delle seconde da -11 a -18). Così le opinioni sulle opportunità attuali e sulle possibilità future di risparmio. Ancora, cala la quota di chi pensa che acquisterà beni durevoli, con il relativo saldo che passa a -90 da -79.

I dati sulle retribuzioni - L'Istituto nazionale di statistica fa sapere pure che, nei primi nove mesi del 2013, il compenso orario medio registra un +1,4% rispetto al corrispondente periodo del 2012. Quanto ai principali macrosettori, a settembre le retribuzioni aumentano dell'1,8% per i dipendenti del settore privato, mentre non cambiano per quelli della pubblica amministrazione. I settori più in crescita sono alimentari, bevande e tabacco (4,4%), agricoltura (3,7%) e telecomunicazioni (2,5%). Nessun incremento in tutti i comparti del pubblico.

I contratti da rinnovare - Alla fine di settembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 50,8% nel totale dell'economia e del 36,4% nel settore privato. I lavoratori con il contratto scaduto aspettano in media 28,7 mesi, 15,6 se sono impiegati nel privato. L'Istat precisa che i contratti in attesa di rinnovo sono 49, relativi a circa 6,5 milioni di dipendenti, di cui 2,9 nel pubblico impiego.

Leggi tutto