Google, pubblicità sempre più social

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Il motore di ricerca userà volti e nomi degli utenti nelle inserzioni collegate alle ricerche. Un po' come fa già Facebook che intanto elimina una funzionalità che ci permette di essere un po' più riservati sul social network

di Raffaele Mastrolonardo

Presto la pubblicità su Google avrà un nuovo protagonista: tu. Accanto alle inserzioni che compaiono tra i risultati di una ricerca, vicino agli esercizi commerciali localizzati sulle mappe del motore o anche tra le canzoni disponibili sullo store Google Play potranno comparire informazioni sugli utenti che hanno interagito con quei contenuti o prodotti: nome e anche foto. Per avere questo onore basterà avere espresso un “+1” (l'equivalente del “Mi piace” sulla piattaforma di Google) a qualche sito o pagina o anche avere dato i voti a una canzone sul negozio online dell'azienda di Mountain View. Un clic, insomma, e diventeremo social-testimonial. Come accade da tempo su Facebook dove nel nostro flusso delle notizie compaiono post sponsorizzati di pagine in cui è segnalato il gradimento da parte di nostri “amici” come se fossero loro a raccomandarcele. Analogamente, sulla timeline di Twitter appaiono pubblicità di account con l'indicazione che sono seguiti da persone che a nostra volta seguiamo.

Privacy e scherzi - L'iniziativa di Google partirà il prossimo 11 novembre e la possibilità che le informazioni degli utenti siano visualizzate nelle inserzioni sarà attivata di default. Si potrà comunque optare di non essere coinvolti nel progetto esprimendo la propria indisponibilità in un'apposita pagina del proprio account Google Plus. “Non fa niente di differente da quello che sta facendo Facebook da tempo ed è un segno dei tempi”, dice Riccardo Scandellari, esperto di marketing online e co-fondatore di NetPropaganda. “Gli utenti non danno più credito ad una marca pura e semplice, sempre di più hanno bisogno che questa sia suggerita e apprezzata dai propri conoscenti. Stiamo diventando tutti, consapevoli o meno, veicoli pubblicitari. Nel caso di Google, potrebbe essere dirompente per il suo business pubblicitario”.

Preoccupazioni - Come in passato l'analoga mossa di Facebook, l'annuncio ha comunque suscitato anche perplessità da parte di chi si occupa della privacy online. Ma anche alcuni utenti paiono non aver gradito fino in fondo. E qualcuno starebbe pensando ad una specie di “scherzo”: cambiare la propria  foto dell'account Google Plus con quella di Eric Schmidt. In questo modo, accanto alle pubblicità “raccomandate” comparirebbe l'immagine del presidente esecutivo di Google e non quella dell'utente.


Sempre meno riservatezza? - Ma quella di Google non è l'unica decisione che, almeno potenzialmente, può avere un impatto sulla privacy degli utenti. Quasi in contemporanea con l'annuncio del motore di ricerca, Facebook ha fatto sapere di avere cambiato nuovamente le impostazioni sulla riservatezza degli utenti. Non sarà più possibile evitare che qualcuno acceda ai contenuti delle nostre timeline attraverso una ricerca con il nostro nome. Questa opzione sarà eliminata. Secondo il social network, che aveva annunciato la possibilità di questo cmabiamento già nel dicembre scorso, la funzionalità dava un falso senso di sicurezza dato che poteva essere facilmente aggirata. Secondo il magazine Cnet, dietro la decisione potrebbe esserci l'obiettivo di rendere più completi i risultati di ricerca di Graph Search, il nuovo sistema di ritrovamento delle informazioni sugli utenti di Facebook.

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