Legge di stabilità, Squinzi: "Ci vuole più coraggio"

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La manovra da 27,3 miliardi non convince. Critiche da Confindustria: "Passi nella direzione giusta, ma non sufficienti". Dura reazione dei sindacati, che minacciano lo sciopero. Nel mirino la stretta sul pubblico impiego

Il governo ha varato la legge di stabilità e ha inviato i contenuti a Bruxelles per essere in regola con le linee degli accordi europei. Una manovra da 27,3 miliardi nel triennio 2014-2016, di cui 11,6 nel prossimo anno (VIDEO). Letta ha annunciato meno tasse per famiglie ed imprese, niente tagli alla sanità e privatizzazioni per ridurre il debito. Ma secondo i sindacati non basta. Cgil e Uil si dicono pronte allo sciopero. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, afferma a SkyTG24 che "si poteva fare di più" mentre il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, pur ammettendo che la manovra "allontana la ripresa" avverte: "Con lo sciopero non risolviamo i problemi".

Camusso: faremo di tutto per cambiarla - Secondo la Cgil manca un chiaro segnale di equità. "Le cifre che si sono potute vedere a sostegno dei redditi di lavoratori e pensionati non sono sufficienti e si aggredisce il lavoro pubblico anche sulle politiche sociali" dichiara il numero uno della Cgil, Susanna Camusso. Il problema, aggiunge, "è che questa Legge di stabilità bisogna cambiarla e quindi nelle prossime ore decideremo tutte le cose utili a questo fine".

Angeletti: Uil pronta allo sciopero - In questa legge di stabilità secondo Angeletti "sotto i titoli, non c'è nulla: ci sentiamo presi in giro" in particolare per quanto riguarda la riduzione del cuneo fiscale. "Tutto il mondo ci spiega da mesi che per dare una spinta alla ripresa occorre fare manovra che riduca le tasse sul lavoro: il governo ha fatto solo finta - afferma il segretario della Uil - E fare finta comporta che si  possono fare tutti gli annunci, si può ostentare ottimismo, ma la  realtà è che nel 2014 noi continueremo ad essere il peggior paese  dell'Ocse per la crescita e per l'occupazione, aumentando anche il  divario rispetto agli altri".

Bonanni: bene il taglio delle tasse -
Più cauto, invece, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. "Ci aspettavamo di più" dichiara a Sky TG24, ma ricorda che "dopo anni e anni è la prima volta che invece di caricarci di tasse c'è addirittura un segno positivo, un segno meno" in tema di tasse. IL VIDEO


I dubbi di Confindustria - Secondo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi il provvedimento presentato dal governo Letta "non incide realmente sul costo del lavoro. Noi avevamo indicato come priorità assoluta il cuneo fiscale. Cosa fare? Non sono il primo ministro di questo Paese ma vorrei dire che ci vuole più coraggio". Non basta mantenere "lo status quo. Anche se ci sono passi nella direzione giusta che possiamo valutare positivamente non cambiano l'andamento economico né la visione del futuro del paese".

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