Draghi: bene i progressi nei bilanci dei Paesi dell'Eurozona

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Il presidente Bce: "L'euro è irreversibile. Risanamento e riforme strutturali stanno aiutando i governi a raggiungere una posizione esterna più sostenibile". Ottimismo su deficit e unione bancaria, ma la Banca centrale avverte: "Ripresa economica lenta"

In Europa è necessario andare avanti con l'unione bancaria, che può "giocare un importante ruolo nel rompere il circolo vizioso fra le banche e i debiti sovrani".
Il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo alla Harvard Kennedy School di Cambridge, negli Stati Uniti, illustra il processo di trasformazione che sta vivendo l'Unione europea. E difende l'euro: "E' irreversibile".
Chi nel momento peggiore della crisi scommetteva sul fallimento della moneta unica, spiega Draghi, ha sbagliato: "Ha sottostimato il profondo impegno degli europei sull'euro", una divisa "nata dall'impegno dei Paesi europei verso una più stretta integrazione".
La Bce conferma di attendersi "una graduale ripresa dell'economia". Sarà comunque "lento" il recupero del prodotto, trainato soprattutto da "un progressivo miglioramento della domanda interna sostenuta dell'orientamento accomodante della politica monetaria".

"Unione monetaria più robusta" - Negli Usa per partecipare al meeting annuale del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale, Draghi si mostra fiducioso sul futuro del Vecchio Continente. "I cambiamenti in atto nell'area euro - spiega - stanno rendendo l'unione monetaria più robusta". Infatti - sottolinea il numero uno della Bce - "a livello nazionale il risanamento e le riforme strutturali stanno aiutando molti Paesi a raggiungere una posizione esterna più sostenibile".
Evidenzia quindi come "i governi nell'area euro hanno fatto significativi progressi nel risanare i propri bilanci, e dunque nel rimuovere alcuni rischi dal proprio sistema finanziario".

I dati sul deficit - I dati parlano chiaro: "Il deficit primario dell'area euro - ricorda - è sceso dal 3,5% nel 2009 a circa lo 0,5% nel 2012". "In confronto - aggiunge - negli Stati Uniti il deficit era circa il 6% nel 2012".
Draghi si dice incoraggiato dalla tendenza che sta prevalendo in Europa nel prendere significative misure per rafforzare ler regole di bilancio comuni. Regole che includono, fra l'altro, la possibilità per la Commissione Europea di ispezionare le Finanziarie nazionali prima che queste approdino nei Parlamenti. In Europa - spiega ancora - "stiamo perfezionando qualcosa che è già iniziato: l'unione economica e monetaria, lanciata nel 1999". Un obiettivo, questo, fondamentale.
Con la prossima tappa che è quella dell'unione bancaria, particolarmente importante per l'Europa per superare una situazione di frammentazione finanziaria. Certo, per il presidente della Bce le difficoltà non mancano. E sono legate anche al fatto che molti europei, con storie e culture differenti, non sono pronti per una maggiore integrazione, e a cedere quindi parte della propria sovranità ad un livello sovranazionale. Ma la strada appare oramai spianata.

I numeri della Bce -Intanto è stato diffuso il Bollettino della Banca centrale europea, Permangono "rischi al ribasso sulle prospettive economiche dell'area dell'euro" anche a fronte di "rinnovate tensioni geopolitiche, una domanda mondiale inferiore alle attese e una lenta o insufficiente attuazione delle riforme strutturali". Secondo la Bce, "la disoccupazione resta elevata e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato continueranno a gravare sull'attività economica". La prospettiva resta comunque la ripresa, sebbene a ritmi modesti. I miglioramenti complessivi dei mercati finanziari registrati dall'estate scorsa si stanno infatti a poco a poco trasmettendo all'economia reale, così come i progressi realizzati nel risanamento dei conti pubblici. Purché i governi non agiscano in modo da
"vanificare gli sforzi già compiuti per ridurre i disavanzi pubblici", è stato il monito lanciato da Bruxelles. Gli Stati che sono migliorati di più? Spagna e Italia, che "hanno contribuito a un'ulteriore riduzione della frammentazione finanziaria". Quanto ai tassi di interesse, il Consiglio direttivo Bce ha confermato di attendersi che rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo.

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