Janet Yellen a capo della Fed. La prima donna al comando

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Il presidente americano Barack Obama scioglie le riserve e affida all'attuale vice presidente della Federal Reserve la guida della banca centrale Usa. Succede a Bernake il cui mandato scade il 31 gennaio

Una 'colomba' esperta nella disoccupazione. Sarà la 67enne Janet Yellen a guidare la Federal Reserve dal prossimo 31 gennaio, quando scadrà il mandato del presidente in carica, Ben Bernanke. Il presidente americano Barack Obama scioglie dunque le riserve e affida all'attuale vice presidente il comando della Banca Centrale americana. E' la prima volta per una donna in 100 anni. La Yellen, numero due della Fed dal 2010, si appresta così a diventare la donna più potente della storia americana. La nomina dovrà essere confermata dal Senato Usa.

La nomina mentre in Usa incombe il rischio di default - La designazione della Yellen, già da tempo considerata in pole position come futuro capo della Fed, soprattutto dopo il ritiro della corsa del suo sfidante più temibile, l'ex consigliere economico di Obama Larry Summers, è arrivata in pieno shutdown e mentre sugli Usa incombe il rischio di un default. E sembra una 'rivincita' delle donne proprio su Summers: l'ex segretario al Tesoro americano infatti aveva avuto problemi a Harvard proprio per un commento sulle donne, a suo avviso non abbastanza intelligenti per alcune materie. Commenti per i quali era stato travolto da una pioggia di critiche.

Primo compito: la exit strategy - Yellen avrà il compito di definire la strada dell'exit strategy americana. Favorevole ai maxi stimoli della banca centrale, E' considerata una 'colomba' dello stesso Ben Bernanke, in carica dal 2006 e fautore degli imponenti aiuti all'economia in seguito alla crisi del 2008. Descritta dai suoi colleghi come una "piccola donna con un grande quoziente intellettivo", Yellen dovrà decidere la tempistica del ritiro delle misure anti-crisi.
Il primo passo, già atteso il mese scorso, sarà la riduzione degli acquisti di asset: la Fed dovrebbe iniziare il ritiro prima della fine dell'anno, alcuni si attendono già in ottobre. E la nomina del prossimo presidente, che assumerà l'incarico in gennaio, potrebbe indicare proprio un'imminente decisione della Fed. Ma lo spettro di un possibile default americano peserà sulle prossime mosse. Un default avrebbe infatti conseguenze imprevedibili, e potrebbe causare una recessione come quella del 2008 o peggio.

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