Dall'Iva all'Imu, i provvedimenti a rischio con la crisi

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Lo strappo di Berlusconi verso l'esecutivo di Enrico Letta mette in forse una serie di delibere urgenti che potrebbero condizionare la ripresa economica. Restano anche aperte le questioni su Cig, privatizzazioni e cuneo fiscale. LA SCHEDA

Dall'Imu alla Cassa Integrazione, l'agenda dei provvedimenti economici in cantiere per l'autunno è lunga e lo strappo dei ministri del Pdl al Governo rischia di ostacolare l'adozione di alcune leggi di prim'ordine. Le prime delibere a subire ritardi sono state quelle comprese nel decreto legge all'esame dell'ultimo Consiglio dei ministri, tra cui c'era il tema dell'Iva.

IVA: Dopo l'apertura della crisi di governo da parte del Pdl, Letta ha voluto posticipare tutti i provvedimenti economici al chiarimento politico. E' così slittato il decreto che bloccava l'aumento dell'Iva dal 21 al 22%. L'aggravio, che a questo punto sembra inevitabile, scatterà martedì 1 ottobre.

IMU: Il Governo si era impegnato a trovare le coperture necessarie per abolire la tassa sulla prima casa entro il mese di novembre. Finora la tassa è stata sospesa grazie all'accordo politico della coalizione di maggioranza, ma manca un testo normativo definitivo che sarebbe dovuto essere discusso dopo aver trovato le necessarie coperture. Senza un provvedimento esplicito, la tassa potrebbe tornare.

CIG: Nella bozza del decreto legge entrato nel Consiglio dei ministri, oltre al provvedimento sull'Iva, venivano destinati 330 milioni di euro al rifinanziamento della cassa in deroga, ma da più parti le richieste sono ampiamente superiori alla somma che sarebbe stata messa a disposizione.

CUNEO FISCALE: Il taglio del costo del lavoro invocato da Confindustria e sindacati come via per far ripartire l'economia, doveva approdare nella Legge di Stabilità attesa alla metà di ottobre. Si è parlato per giorni di uno “scambio” con l'aumento dell'Iva: con l'imposta al 22 per cento sarebbe più facile trovare le risorse per diminuirlo.

DEFICIT: Servono 1,6 miliardi di euro per tornare dentro il 3 per cento imposto dall'Unione Europea, dopo che la nota di aggiornamento del Def l'ha certificato al 3,1. La strada paventata fino a questo momento prevedeva un taglio alle spese dei ministeri per rientrare nel parametro comunitario.

PRIVATIZZAZIONI: Entro la fine di ottobre doveva arrivare la lista dei beni da mettere sul mercato, messa a punto dal Comitato del Tesoro che si voleva rendere permanente già ieri. I nomi sono sempre i soliti, da Poste Vita alle “diverse” Ansaldo di Finmeccanica. Si prevede che l'incasso previsto si aggiri intorno al miliardo di euro.

TELECOM, ALITALIA, FINMECCANICA: Sono i dossier industriali più importanti all'attenzione dell'esecutivo. E' inoltre approdato in Consiglio dei ministri il tema del “golden power”, lo strumento che il Governo potrebbe adottare, insieme alla revisione delle leggi sull'offerta pubblica di acquisto, per cercare di ostacolare il controllo di Telefonica su Telecom. Inoltre prende sempre più campo l'ipotesi di un prestito ponte per cercare di sottrarre Alitalia ad Air France. Infine sul fronte Finmeccanica, c'è da osservare il comportamento della Cdp per il destino di Ansaldo Energia, Sts e Breda.

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