Iva, decreto a rischio: aumento da ottobre quasi inevitabile

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La bozza del dl da 3 miliardi, che prevedeva anche il rifinanziamento della Cig, sarà discussa solo dopo il chiarimento delle Camere e potrebbe saltare: si va verso l'aggravio al 22% dell'imposta sul valore aggiunto a partire da martedì

Il decreto che doveva far slittare a gennaio l'aumento dell'Iva era pronto ma rischia di saltare a causa delle tensioni interne alla maggioranza. Da quanto trapela dal Consiglio dei Ministri non verrà approvata la norma che blocca l'aumento Iva, subordinata prima ad un chiarimento in Parlamento. Sarebbe quindi quasi inevitabile, a meno che non arrivi prima di lunedì una schiarita al momento improbabile, l'aggravio che scatterà martedì e porterà l'aliquota dell'Iva dal 21 al 22%.

Letta: "Impossibile impegno bilancio se non si va avanti" - Durante il Cdm sono trapelate le parole del premier Letta che, in sostanza, confermano la decisione. La sospensione di provvedimenti "anche rilevanti di natura fiscale e economica" è dovuta all'impossibilità "di impegnare il bilancio su operazioni che valgono miliardi di euro senza la continuità dell'azione di governo".

Il rinvio del Cdm -  Il Consiglio dei ministri aveva deciso in un primo momento di rimandare il via libera al dl: la fase di turbolenza politica, innescata dalla minaccia di dimissioni in massa dei parlamentari Pdl, ha travolto i provvedimenti economici che erano allo studio dell'esecutivo. Per ora non si procederà almeno fino alla prossima settimana con l'esame del decreto di correzione della manovra a cui si stava lavorando. Prima della valutazione decisa dal Cdm nella riunione di venerdì 27 settembre, era stata diffusa una bozza dettagliata delle misure previste.

La bozza del decreto - Un rinvio di tre mesi dell'aumento di un punto percentuale, dal 21% al 22%, avrebbe garantito comunque che prima della fine dell'anno venissero "ridefinite le misure delle aliquote ridotte" dell'Iva "nonché gli elenchi da assoggettare alle medesime". Le coperture per il mancato rialzo Iva sarebbero arrivate dall'aumento dell'acconto dell'Ires (al 103%) e dell'Irap per il 2013, oltre che dall'incremento delle accise sui carburanti per 2 centesimi al litro fino a dicembre 2013 e poi di 2,5 cent al litro fino al 15 febbraio 2015.

Cig e fondo di solidarietà per mancato Imu - La bozza del decreto prevedrebbe anche il rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga per il 2013 con un'ulteriore somma di 330 milioni di euro "da ripartirsi tra le regioni". E' arrivato anche il rifinanziamento della carta acquisti per 35 milioni di euro. Tra le altre misure c'è l'integrazione con 120 milioni di euro del fondo di solidarietà comunale istituito per il 2013 per compensare i Comuni del mancato gettito Imu.

Inoltre calerebbe dal 25 al 20% il prelievo per la "definizione agevolata" relativa al contenzioso tra lo Stato e i concessionari dei giochi. La norma, che prevede anche la possibilità di modifiche alle istanze di definizione entro 10 giorni dall'entrata in vigore del decreto, punta anche a 'blindare' l'incasso, dando certezza a chi presenta l'istanza sulla somme dovute che non possono essere inferiori al 20% del danno quantificato nella sentenza di primo grado.

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