Draghi: "Lenta ripresa". Camusso: "Giù le tasse sul lavoro"

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Secondo il governatore della Bce nell'eurozona "l'economia riparte" ma "va sostenuta". La leader della Cgil: "Senza risposte dalla legge di stabilità sarà mobilitazione". Squinzi: "Priorità a pagamento debiti della Pa e cuneo fiscale"

Ripresa lenta, disoccupazione elevata, credito all'economia ancora strozzato nonostante la situazione delle banche sia migliorata: nella zona euro "la fiducia è tornata" ma il presidente della Bce Mario Draghi non perde la sua solita cautela, indica ancora una volta ad Eurolandia la strada per non perdersi ed assicura il sostegno di Francoforte.

Draghi: andare avanti nelle riforme
- Draghi invita gli Stati a proseguire le riforme economiche e strutturali, anche per tenere sotto controllo gli spread, e nel frattempo la Bce assicurerà tassi bassi ancora a lungo e un nuovo intervento di liquidità illimitata (Ltro) alle banche "se sarà necessario". A tenere cauta Francoforte è ancora la crescita debole: "L'attività economica della zona euro dovrebbe continuare la sua lenta ripresa nell'attuale trimestre, nonostante la produzione debole a luglio", è la previsione di Draghi sostenuta dai dati sulla fiducia e da "segni di una graduale svolta nelle prospettive". L'attività economica "dovrebbe beneficiare di un graduale miglioramento nella domanda interna, sostenuto dalla politica accomodante della Bce e dal rafforzamento della domanda esterna di export nella zona euro". Segnali "incoraggianti", ma che non mettono al riparo dai "rischi per la stabilità". Quindi la ripresa "va stabilizzata" e bisogna far scendere la disoccupazione "troppo elevata".
Inoltre, per aiutare la crescita bisogna anche ristabilire il flusso del credito dalle banche all'economia reale perché la situazione è ancora critica nonostante il "sensibile miglioramento della capitalizzazione".

Camusso: "Giù tasse lavoro o mobilitazione" - E mentre Draghi sollecita gli Stati a proseguire sulla strada delle riforme, in Italia le parti sociali dicono la loro sui i provvedimenti più urgenti a fare ripartire la nostra economia. Bisogna redistribuire il reddito e ridurre le tasse sul lavoro dipendente e sulle pensioni, secondo il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che sottolinea: se la legge di stabilità non darà risposte in questo senso "non si potrà procedere che con la mobilitazione unitaria". "Nessun meccanismo che ragioni di Iva e Imu raggiunge l'obiettivo" di ridistribuire il reddito e ridurre la tassazione su lavoratori dipendenti e pensionati, ha detto ancora Camusso.

Squinzi: "Stop Iva non è priorità" - Anche per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, il possibile congelamento dell'aumento dell'Iva fino a dicembre "non è la cosa prioritaria". "Da tempo - ricorda Squinzi - stiamo chiedendo ad alta voce il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale". "Questo - ha aggiunto - darebbe una spinta maggiore per far ripartire l'economia". "Se vogliamo far ripartire il Paese l'intervento sul cuneo fiscale è il banco di prova delle buone intenzioni su questo governo".

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