Ue, Draghi: "L'economia resta fragile, disoccupazione alta"

Banca Centrale europea
1' di lettura

Il presidente della Bce: "La ripresa è soltanto in una fase embrionale". E sui tassi di interesse aggiunge: "Saranno mantenuti sui livelli attuali o inferiori per un periodo prolungato". Poi un invito ai governi: "Continuare le riforme"

L'economia della zona Euro resta "fragile" e la disoccupazione è "ancora decisamente troppo alta". Così il presidente della Banca centrale Europea, Mario Draghi, che ha ribadito  che la Bce manterrà i tassi di interesse su livelli bassi.
Pur apprezzando la crescita dello 0,3% del Pil messa a segno dalla zona euro nel secondo trimestre, Draghi ha affermato che "la ripresa è soltanto in una fase embrionale".
A luglio, la Bce ha abbandonato la tradizione di non impegnarsi mai sulle mosse future adottando la cosiddetta "forward guidance" per dichiarare che manterrà i tassi di interesse sui livelli attuali o inferiori per un periodo prolungato, messaggio che Draghi ha ripetuto anche oggi lunedì 16 settembre.

"Miglioramento sui mercati" - "Considerando le prospettive nel complesso contenute per l'inflazione nel medio termine, il consiglio della Bce si aspetta che i tassi di interesse restino ai livelli attuali o più bassi per un periodo di tempo prolungato", ha detto.
Il presidente della Bce ha inoltre sottolineato come gli sforzi di consolidamento dei governi e il programma di acquisto bond Omt (Outright Monetary Transactions) della Bce abbiano contribuito a innescare un miglioramento sui mercati.
"Più in generale, il rischio di un evento estremo nell'area euro è calato - e quindi anche il rischio di un impatto avverso sulla stabilità dei prezzi". Draghi ha poi definito una priorità la ripresa dei prestiti al settore privato.

"Continuare le riforme" - Il presidente della Bce ha poi invitato i governi a continuare le riforme: "La chiave è perseverare sulla strada delle riforme - dice -  e di prendere ispirazione dagli altri che ci stanno riuscendo", anche perché - ha concluso "all'interno dell'area euro beneficiamo tutti dalla prosperità altrui".

Leggi tutto