Saccomanni: "La crisi di governo non conviene a nessuno"

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Il ministro dell'Economia: "Preferibili elezioni nel 2015". Duro monito di Confesercenti sull'aumento dell'Iva: "Sarebbe un suicidio, non porterà allo Stato i 3 miliardi attesi ma farà perdere 300 milioni deprimendo i consumi". Visco: "Ripresa sarà lenta"

In questo momento la crisi di governo non conviene a nessuno, sarebbero preferibili elezioni nel 2015. A dirlo è il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, a Vilnius, per una riunione informale dell'Ecofin.
"Una crisi di governo - ha detto Saccomanni -  una crisi al buio, potrebbe dare tensioni su mercati ma la nostra impressione è che sia un caso estremo". Saccomanni ha poi aggiunto che bisogna "superare la fase di incertezza" e che "prevarrà senso di responsabilità per non interrompere il buon lavoro fatto finora".

Saccomanni: "Crisi ha ritardato processo di disimissione" - Saccomanni ha poi spiegato che il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione avviene "con emissione di nuovo debito", per cui "aumenta il debito, ma senza effetti sul disavanzo".
Quanto al differenziale tra titoli di Stato tedeschi e spagnoli, il ministro dice: "Non esiste gara sugli spread fra Italia e Spagna", ha detto, e "le vicende di questi giorni non cambiano le prospettive di finanza pubblica"."Il mercato - ha aggiunto - riflette le variabili politiche". La crisi politica, ha inoltre detto Saccomanni, "ha ritardato" il processo di dismissione degli immobili dello Stato che "deve tener conto delle condizioni del mercato".



Visco: "Ripresa abbastanza lenta" - E un monito sulla crisi arriva anche dal governatore di Bankitalia Visco. L'Europa deve "garantire trasparenza nei bilanci delle banche e comunicare bene il loro esercizio".
Ma il numero uno di via Nazionale aggiunge : è "ovvio che c'è incertezza e si riflette su imprese e attività produttiva, ci sono segnali di ripresa ma sarà abbastanza lenta".

Confesercenti: "Aumento Iva va cancellato" - Nelle stesse ore il presidente di Confesercenti lancia un duro monito al governo. "L'aumento dell'Iva va cancellato - dice - è una stupidità, una beffa per gli italiani, sarebbe un suicidio".
Venturi calcola che l'aumento peserà per quasi 100 euro sulle tasche delle famiglie, da 3.407 a 3.505 euro annui. "Non porterà allo Stato i 3 miliardi attesi anzi - dice Venturi - farà perdere 300 milioni deprimendo ulteriormente i consumi". Con l'aumento al 22%, ha concluso, "l'Italia distanzierà paesi come Germania, Francia, Spagna. Piazzandosi al quinto posto in Europa".

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