Confindustria: recessione finita, ma serve stabilità

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Gli industriali: sulla strada della crescita non mancano gli ostacoli. "Persi 1,8 mln posti di lavoro in 5 anni". Squinzi: "Servono 4-5 miliardi per ridurre il cuneo fiscale". Saccomanni: "Ridurre il cuneo". Barroso: "Per l'Ue la ripresa è vicina"

Finita la recessione, inizia la ripresa. È questo il quadro tracciato dall'ultimo studio di Confindustria sugli scenari economici. Migliorano le previsioni sul prodotto interno lordo italiano. La domanda di lavoro, però, tornerà a crescere solo dall'anno prossimo. E la pressione fiscale supera il 53%. Per questo, "cruciale" sarà la stabilità politica. Il presidente Squinzi ha dichiarato a Sky TG24 che per consolidare la ripresa servono provvedimenti sul fisco, a favorire la competitività del lavoro, sulla politica industriale, in materia di energia e digitalizzazione, e sulle riforme istituzionali, per rendere possibili investimenti sulle infrastrutture (GUARDA IL VIDEO).

I numeri del Pil - Le stime diffuse l'11 settembre dal Centro studi di Confindustria indicano una contrazione dell'1,6% per il 2013 (contro il -1,9% delle previsioni di giugno). Rivista al rialzo la crescita per il 2014 (dal precedente +0,5 allo 0,7%). "Se confermata - si legge nel report - la variazione stimata ora per il terzo trimestre 2013 interrompe la contrazione iniziata due anni prima e durata otto trimestri, uno in più rispetto a quella precedente (iniziata nel quarto trimestre del 2007 e finita con il secondo del 2009)".
Il capo economista del Centro studi, Luca Paolazzi, ha precisato che i calcoli erano stati fatti prima del 10 settembre. Quando l'Istat ha rivisto a -0,3% (da -0,2%) il dato sul Pil del secondo trimestre. "Quindi per tutto l'anno il -1,6% potrebbe anche essere -1,7%. Resta il fatto che il 2013 è un anno pesante", ha concluso Paolazzi.

Il quadro politico - Per l'associazione degli industriali l'Italia è a un "punto di svolta". Ma la ripresa è minacciata da "rischi interni e internazionali". Così, per rafforzare la fiducia di imprese e famiglie, "la stabilità politica sarà cruciale". Quanto ai pagamenti degli arretrati della pubblica amministrazione alle imprese, "se realizzata pienamente, come annunciato, può spostare l'aumento del Pil oltre l'asticella dell'1% nel 2014".
Anche per il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, che ha parlato l'11 settembre davanti all'Europarlamento, "in Europa la ripresa è vicina". Purché si acceleri "il ritmo delle riforme strutturali" (VIDEO).



I posti di lavoro persi - Ancora in calo l'occupazione che, nel quarto trimestre del 2013, toccherà "un nuovo punto di minimo" dall'inizio della crisi, con un milione e 805 mila impieghi in meno rispetto a fine 2007 (-7,2%). Secondo le previsioni di Confindustria, la domanda di lavoro aumenterà di nuovo dalla prossima primavera.

La riduzione del cuneo fiscale - Pressione fiscale "record" nel 2013 (44,5% del Pil) e "molto alta" nel 2014. Quella effettiva, escluso il sommerso, oltrepassa il 53%. "La riduzione dell'imposizione sul reddito da lavoro e impresa è vitale per riportare il Paese su un più alto sentiero di sviluppo. Assieme agli interventi, più volte ricordati, che riguardano burocrazia, infrastrutture, capitale umano e finanza di impresa", è la conclusione del Centro studi di Confindustria fonte delle stime. "Servono 4-5 miliardi per ridurre il cuneo fiscale" sollecita il presidente Squinzi.

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