Saccomanni: "Stiamo uscendo dalla fase di recessione"

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Il ministro dell’Economia al G20: “Ci sono dati che confermano che la ripresa è in corso, ma l’incertezza politica è un fattore negativo”. Anche la Bce vede la fine della crisi. Letta a Putin: "Siamo un paese interessante per investimenti"

Per il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni l'Italia sta uscendo dalla recessione anche se c'è ancora coesistenza di segnali positivi e negativi. Saccomanni ha parlato durante una conferenza stampa in diretta televisiva a San Pietroburgo, a margine dei lavori del G20 in corso nella città russa.
"Ci sono dati di fonte fiscale che confermano che la ripresa è in corso quindi da questo punto di vista noi, pur portandoci dietro le nostre debolezze strutturali, stiamo uscendo dalla fase di recessione", ha detto il ministro.
Il ministro del Tesoro ha anche aggiunto di aver "sperato che l'incertezza politica, sia nazionale sia globale, fosse stata superata e invece focolai sono sempre dietro l'angolo" come dimostrano le vicende del Medioriente.
Secondo Saccomanni "L'incertezza politica è un fattore negativo" dal punto di vista della "ripresa della fiducia sulla capacità di crescita economica". 

Letta: "Non siamo più i sorvegliati speciali" - Nella serata di mercoledì 4 settembre, sempre da San Pietroburgo, il presidente del Consiglio Enrico Letta aveva detto che "negli ultimi mesi del 2013 cominceremo a vedere il segno più". E nella giornata di giovedì ribadisce: ""E' il primo G20 che si svolge senza che l'Italia sia il sorvegliato speciale, la riunione di San Pietroburgo "passi alla Storia come il G20 della fine della crisi, dove non si parla più solo di salvataggi ma di crescita e sviluppo". Letta poco prima aveva incontrato il presidente russo Putin, al quale ha spiegato che l'Italia è un paese interessante per gli investimenti.


Nella sua conferenza stampa, il ministro Saccomanni ha invece aggiunto: "Il quadro che presentiamo qui è positivo: il G20 è entrato in una fase di maggiore serenità sulla gestione del quadro economico internazionale, siamo usciti dalla fase in cui il dibattito cruciale era concentrato sul rigore e adesso si sta materializzando un consenso forte sul fatto che bisogna fare ogni sforzo per sostenere la crescita che è già in progresso in grande parte del mondo". "L'atteggiamento è su come rafforzare le iniziative nazionali e internazionali per mettere ancora più enfasi sui programmi di crescita, con l'obiettivo di ridurre la disoccupazione", spiega il ministro

Non bisogna farsi influenzare dalle "turbolenze temporanee sui mercati finanziari per fare passi indietro sulla lotta al protezionismo. Speriamo che i leader diano un segnale forte su questo fronte", ha infine aggiunto il ministro dell'Economia.

Anche la Bce vede la fine della crisi - La Banca Centrale Europea nella riunione di giovedì 5 agosto ha lasciato il tasso d'interesse di riferimento fermo allo 0,50%. La decisione, comunque attesa dal mercato, ha avuto effetti benefici in Borsa. Il presidente della Bce Mario Draghi ha dichiarato: "Gli ultimi dati confermano che la crescita, tornata in positivo nell'Eurozona, è in miglioramento graduale ma ciononostante la Bce manterrà una politica monetaria accomodante con tassi fermi o in calo per un periodo prolungato". La Bce ha anche alzato leggermente le nuove stime di crescita per l'Eurozona per il 2013, con un Pil ora atteso in calo dello 0,4% quest'anno rispetto al precedente -0,6%.

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