Acquistati i cellulari Nokia, ora Microsoft si gioca tutto

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Il colosso del software ha acquisito la divisione che produce smartphone dell'azienda finlandese per 5,44 miliardi di euro. La mossa estrema dell'azienda fondata da Bill Gates per restare rilevante nel mercato dei dispositivi mobili

di Raffaele Mastrolonardo

32mila dipendenti, un brand in declino ma consolidato e un bel pacchetto di brevetti. Il tutto per 5,44 miliardi di euro. E' questa la cifra che Microsoft ha deciso di spendere per acquistare la divisone smartphone e cellulari di Nokia, ex regina della telefonia mobile. L'accordo, annunciato nella notte di lunedì 2 settembre, trasforma in un colpo solo la società di Bill Gates in un produttore su larga scala di telefonini intelligenti, mercato nel quale finora ha ottenuto più delusioni che successi. “Per Microsoft - ha detto Ballmer, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'accordo questa mattina - è un momento topico nel suo processo di trasformazione”. Di fatto, mettendo insieme sistema operativo (Windows Phone) e produzione di dispositivi, l'azienda di Redmond sceglie il modello di integrazione verticale che da anni fa la fortuna della rivale Apple, l'azienda che ha rivoluzionato il mercato degli smartphone.

L'accordo - Come spiegato in una nota ufficiale, l'accordo prevede che Microsoft sborsi 3,79 miliardi di euro per acquistare la quasi totalità della divisione “Devices & Services” di Nokia e 1,65 miliardi per i brevetti dell'azienda finlandese. A Microsoft passeranno circa 32 mila di dipendenti Nokia, tra questi, come raccontato nell'email che Steve Ballmer ha inviato ai dipendenti, anche quello che fino a ieri era l'amministratore delegato dell'azienda, Stephen Elop. Elop, che aveva lasciato Microsoft nel febbraio 2011, diventerà capo della divisione “Devices” del colosso del software e resta, secondo i bookmakers, il favorito alla successione di Ballmer, che recentemente ha annunciato il ritiro dalle scene. I dettagli dell'intesa prevedono che Microsoft acquisti la licenza di usare il brand Nokia per i suoi dispositivi e pure il diritto di utilizzare per i prossimi 10 anni i brevetti della società finlandese.

I precedenti - L'acquisizione siglata nella notte di lunedì sembra la logica conclusione della partnership stretta tra le due società nel febbraio del 2011 quando Nokia accettò di usare Windows Phone, il sistema operativo mobile di Microsoft, come piattaforma principale per i suoi prodotti. Come è stato ripetuto dai protagonisti della vicenda, l'intesa ha partorito dispositivi di qualità, ultimo in ordine di tempo il Lumia 1020. Tuttavia, i risultati in termini di quote di mercato non sono stati all'altezza delle attese. Nel secondo trimestre del 2013, secondo i dati di IDC, Windows Phone aveva solo il 3,7 % del mercato globale contro il 79% di Android e il 13% di iOs di Apple. Certo, la fetta è cresciuta del 76% da un anno all'altro ma, evidentemente, non bastava. “Siamo andati velocissimi – ha detto Stephen Elop in conferenza stampa commentando i suoi due anni alla guida di Nokia – ma avevamo bisogno di un ulteriore accelerazione”. Un colpo di pedale che, sperano i dirigenti di Redmond, verrà da questa operazione. Come è spiegato nelle slide che Microsoft ha preparato, tra gli obiettivi principali della mossa c'è quello di aumentare la propria quota e impedire a Google e Apple di strangolare l'innovazione, l'integrazione e l'economia del mondo delle app.

Le reazioni - Ma quale impatto potrà avere questa operazione sul mercato degli smartphone e sul business di Microsoft? Di sicuro, fa notare Carolina Milanesi, analista di Gartner, l'azienda di Redmond potrà trarre beneficio dalla rete di distribuzione di Nokia nei Paesi in via di sviluppo. Un fatto che potrebbe beneficiare anche i suoi tablet.

Non mancano però gli interrogativi. Resta da capire, per esempio, come si comporteranno gli altri produttori che stanno lavorando con Windows Phone ora che Microsoft e Nokia dal punto di vista degli smartphone sono una cosa sola. “Stanno già abbandonando il sistema operativo o aspetteranno ancora qualche ora?”, si chiede Francisco Jeronimo di IDC. Di sicuro, l'accordo porterà qualche turbolenza in più, almeno sul fronte della proprietà intellettuale, sempre più terreno di scontro tra i grandi colossi del mercato degli smartphone. Secondo Ross Rubin, analista di Retide Research: “il messaggio ai licenziatari di Android è chiaro: saranno dolori”. E se per Android si annunciano problemi, secondo gli analisti, l'acquisizione non è una buona notizia neanche per un soggetto in crisi di identità come Blackberry che punta sulla clientela business. “Microsoft – ha scritto Milanesi – sarà molto più aggressiva di Nokia sul mercato business”.

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