Zanonato: "Sistema in ripresa, forse niente aumento Iva"

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Secondo il ministro per lo Sviluppo economico è in atto un miglioramento dell'economia che potrebbe far saltare il previsto incremento dell'imposta sui consumi. "La decisione finale spetta comunque a Saccomani", precisa

Il sistema "si sta riprendendo", quindi il governo "dovrebbe essere in grado di non far scattare l'aumento dell'Iva". La previsione è del ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che alla festa del Pd di Genova si è soffermato sul tema di questi giorni, ma ha alzato il velo anche su un altro importante dossier, quello delle cessioni di Finmeccanica, su cui frena, puntando invece sull'accorpamento tra Ansaldo Breda, Ansaldo Energia e Ansaldo Sts per poi cercare un partner, magari in Oriente.

"La risposta finale spetta a Saccomanni" - "Il sistema si sta riprendendo, c'è un gettito fiscale interessante in altri punti, l'economia ricomincia a funzionare, abbiamo un'Iva su Iva significativa, nel senso che pagando il debito della pubblica amministrazione alle imprese dalle stesse imprese arriverà anche dell'Iva, e dovremmo essere in grado di non fare scattare l'aumento": queste le ragioni indicate dal ministro, sulla base delle quali si può evitare l'aumento dell'imposta, anche se, ha precisato, "la risposta finale la darà Saccomanni quando avrà fatto tutti i conti".

"Non vendere asset fondamentali" - Di più stretta competenza del ministro è invece la sorte del gruppo di piazza Montegrappa, da cui potrebbe dunque nascere una Finmeccanica 2: "Non sono - ha detto Zanonato - per vendere le aziende ma per cercare soluzioni che, mettendo insieme Ansaldo Energia, Ansaldo Breda e Ansaldo Sts, mettano in moto tutta una serie di meccanismi virtuosi cercando anche partner e società, ma senza smobilitare pezzi della nostra industria. Credo sia possibile e su questo lavoreremo". Questa Fimeccanica 2 sarebbe quindi riservata agli asset civili e il ministro la vede come  "una possibilità: l'importante è capire che un azienda che chiede capitali non è decotta ma ha bisogno di risorse cercando partner". L'orientamento, condiviso con il premier Enrico Letta, è infatti di non "svendere asset fondamentali" ma "di trovare un partner, in un'altra parte del mondo, come ad esempio l'Oriente, che è intenzionato a mettere risorse e svilupparsi insieme".

Ansaldo nel mirino della cinese Doosan - La partita, con cui si vuole quindi lasciare la proprietà delle aziende in mano italiana, riguarda le tre controllate dedicate a energia, treni e soluzioni ferroviarie. Quella che sembrava più vicina all'uscita è la prima, Ansaldo Energia, entrata nel mirino della cinese Doosan che, secondo indiscrezioni, starebbe preparando un'emissione obbligazionaria da 500 milioni di dollari per finanziare l'operazione. Tuttavia il premier Enrico Letta aveva messo le mani avanti, osservando che un'eventuale cessione verrebbe "discussa dal Governo con i vertici dell'azienda (i cui dirigenti sono contrari alla cessione, ndr) e del Gruppo". Il tema sarà con tutta probabilità affrontato nell'incontro che, come ha rivelato  il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, Letta avrà con Zanonato lunedì. Per Ansaldo Breda, alle prese tra l'altro con l'annullamento di un importante contratto in Olanda, è invece ancora in atto un processo di risanamento, al contrario di Ansaldo Sts, gallina dalle uova d'oro del gruppo.

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