Crisi: gli italiani tengono l'auto vecchia, boom del gpl

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Secondo un'indagine del Centro studi della Cna, l'età media di una vettura in Italia supera i 10 anni. Il 30% degli automobilisti ammette di aver tagliato il budget destinato al meccanico. E il 61% desidera abbandonare la benzina per passare al gas

La crisi economica ha cambiato il rapporto tra gli italiani e le autovetture. Sono sempre di più gli automobilisti costretti a tenersi stretta la vecchia vettura, anche con qualche ammaccatura. E' quanto emerge da un'indagine del Centro studi della Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa), realizzata da Swg.

Meno soldi per le riparazioni - Si va più spesso dal meccanico (+14%), perché la vettura vecchia richiede più manutenzione, ma la recessione spinge a risparmiare. Così il parco auto italiano è tra i più vecchi e insicuri d'Europa: l'età media di una macchina in Italia è di 10 anni e 6 mesi. 11 milioni di cittadini (30%) ammettono di aver tagliato negli ultimi 5 anni il budget destinato alle riparazioni necessarie e 11,1 milioni dicono di circolare con l'auto ammaccata, rinunciando al carrozziere, per risparmiare.

Questo provoca un incremento del lavoro per meccanici (+14%), carrozzieri (+7) ed elettrauto (+6%) ma in misura inferiore a quanto richiederebbe l'anzianità del parco auto circolante.

Più auto usate in circolazione - Negli ultimi anni, evidenzia la ricerca dell'associazione artigiana, è aumentato in modo esponenziale l'acquisto di auto usate mentre si accentua il crollo delle vendite di nuove vetture. Circa 7,2 milioni di italiani (il 20%) ammettono di possedere un'auto che ha più di 10 anni di vita.

Boom gpl - A causa del caro-benzina, è boom per il gpl: il 61% degli automobilisti ha intenzione di abbandonare la benzina per passare all'impianto a gas. Circa 22 milioni di automobilisti vogliono farsi installare un impianto gpl. Una scelta già fatta dal 9% degli italiani di cui l'80% si dice soddisfatto della decisione presa, soprattutto per il risparmio sui costi (il 72%) e per il minor impatto sull'ambiente (43%).

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