Crisi, Saccomanni: "Ripresa certa a fine anno"

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Il ministro dell'Economia, in un'intervista al Messaggero, spiega: "La recessione è agli sgoccioli, l'Italia ne uscirà entro la fine del 2013". E annuncia colloqui con la Svizzera, a settembre, per tassare i capitali in fuga

"La recessione è agli sgoccioli, l'Italia ne uscirà entro quest'anno. I segnali già si intravedono in questo terzo trimestre, il quarto dovrebbe vedere il primo segno positivo, e il 2014 sarà interamente con segno più". Lo dice il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, in un'intervista al Messaggero in cui annuncia colloqui con la Svizzera, a settembre, per tassare i capitali in fuga.

"In autunno riprenderemo i negoziati", con Berna. "L'obiettivo è che loro ci forniscano l'elenco dei connazionali con capitali in Svizzera, noi provvederemo a tassarli", spiega Saccomanni. "Tutto ciò per quanto riguarda il futuro. Per il pregresso, pensiamo di negoziare un saldo da determinare".

Se "la lotta all'evasione ha una sua efficacia", per ridurre la pressione fiscale "il problema è la continua crescita della spesa pubblica", dice Saccomanni, secondo "tagli al debito potranno essere fatti con la vendita di beni pubblici, ma la spesa può essere aggredita solo attuando la spending review". Quanto alle dismissioni, "la Difesa ha già messo sul tavolo 1.600 siti".

Su Imu e Iva "scrivete pure che sono reticente, ma non faccio politica fiscale sui giornali. Il processo decisionale è in corso ed è collegiale", chiosa Saccomanni. In tema dei debiti della PA, "la macchina comincia a funzionare. L'obiettivo è elevare a 30 miliardi il totale dei pagamenti entro quest'anno. Gli altri 20 miliardi verranno puntualmente corrisposti entro i primi mesi del 2014", assicura il ministro, che sullo spread dichiara: "non dovrebbe essere oltre 120-130. Non è forse assurdo che l'Irlanda, sostenuta anche da finanziamenti italiani, vanti uno spread migliore?".

Nell'intervista Saccomanni commenta gli attacchi ricevuti da parte di alcuni esponenti del Pdl come Brunetta e Gasparri. "Non penso sia utile a nessuno che io perda tempo in battibecchi. Al netto della maggiore o minore buona grazia, li prendo per quello che sono, attacchi politici, e in questo senso ne tengo conto ma non ne faccio una malattia".

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