Rcs, Cairo acquista il 2,8%. La Consob chiede chiarimenti

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L'editore, già proprietario di La7, raccoglie una quota del pacchetto azionario comprando 12 milioni di azioni del gruppo. "Entro in punta di piedi", ha dichiarato. La commissione presideduta da Vegas vuole ricostruire le modalità di acquisizione

Urbano Cairo entra in Rcs "in punta di piedi". Il proprietario di La7 ha acquistato quasi 12 milioni di azioni del gruppo editoriale raccogliendo il 2,8% del capitale per un investimento che sfiora circa 15 milioni di euro. Il titolo del gruppo è volato in Borsa, guadagnando nella seduta del 19 luglio il 6,75%. In serata, la Consob ha ha chiesto chiarimenti a Cairo sull'acquisto della sua partecipazione in Rcs. La commissione guidata da Giuseppe Vegas, riferiscono fonti finanziarie, ha invitato il proprietario di La7 a ricostruire le modalità con cui ha rilevato la sua quota dell'editore del Corriere dalla Sera.

I chiarimenti richiesti - La Consob vorrebbe avere maggiori informazioni sulle modalità con cui Cairo ha acquistato le azioni, quando ha operato, appoggiandosi a quali intermediari e a che prezzi, alla luce delle dichiarazioni del 9 luglio scorso quando, interpellato su un suo interesse per il gruppo di via Solferino, il presidente del Torino rispose testualmente: "io sono un editore puro, la partita per il Corriere della Sera è già in corso e non intendo entrarci adesso".

L'operazione Rcs - Il nome di Cairo è emerso all'ultimo. Intervistato dall'Ansa ha dichiarato che si tratta di "una piccola partecipazione, circa il 2,8%, l'operazione di un editore puro che crede nell'editoria: ho voluto dare un contributo anch'io". E quindi aggiunge: "Entro in punta di piedi, con molto rispetto per chi c'é già".

Le mosse future del gruppo - La mappa degli azionisti del gruppo che edita il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, si definisce in attesa della riunione del patto di sindacato (in cui ci sarà il primo contatto diretto con i nuovi pesi dei soci dopo la salita della Fiat al 20,1%) e del Cda: entrambi il 31 luglio. Entro metà settembre andranno poi date le disdette per quanti vorranno uscire dall'accordo in scadenza a marzo 2014. L'attesa è che, a fine luglio, vengano affrontate le varie ipotesi sul futuro del patto stesso, incluso uno scioglimento, anticipato o meno, o una riformulazione.

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