Benzina, sciopero sulle autostrade fino alle 6 del 19 luglio

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Scatta la protesta dei gestori: stazioni di servizio chiuse, tangenziali e raccordi compresi. Il ministro dello Sviluppo economico Zanonato richiama i petrolieri sull'aumento del prezzo dei carburanti. Il Garante convoca un tavolo per mercoledì 17

E' iniziato martedì 16 luglio alle ore 22 lo sciopero dei distributori delle aree di servizio sulle autostrade italiane. L'agitazione è prevista fino alle 6 del 19 luglio. A darne conferma Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio in una nota, spiegando che il Governo è stato "indifferente" alle denunce dei gestori. L'Autorità Garante per gli scioperi ha convocato per mercoledì le principali compagnie petrolifere e il gestore Autostrade spa nel tentativo di tenere viva la trattativa con i sindacati dei benzinai. L'incontro non servirà a scongiurare lo sciopero proclamato per martedì ma potrebbe aiutare le parti a trovare margini di trattativa.

Zanonato richiama i petrolieri
- Intanto il ministro per lo Sviluppo economico Flavio Zanonato prova a mettere un freno al caro-benzina. Intervenuto all'inaugurazione del cantiere di Piossasco, punto di partenza della linea elettrica di Terna che collegherà Italia e Francia, Zanonato ha detto  di aver "disposto un richiamo ai petrolieri chiedendo loro di tenere conto della situazione del nostro Paese. Stiamo predisponendo un richiamo perché non ci siano aumenti". Proprio nei giorni in cui inizia l'esodo estivo si sono registrati prezzi alla pompa lievitati. E nella giornata di domenica 14 luglio, la Cgia di Mestre ha diffuso i dati sui costi del carburante in cui l'Italia risulta il Paese della zona Euro con i prezzi più alti per la benzina diesel.

Rincari dovuti al prezzo del greggio - "Il rincaro è prevalentemente dovuto ad un aumento del greggio e della domanda", ha aggiunto Zanonato. "Per questo i petrolieri aumentano il prezzo. Ma lo stacco, cioè la differenza tra quanto crescono i listini europei rispetto ai nostri, è minimo". Ai giornalisti che chiedevano conto dei dati diffusi dalla Cgia di Mestre, Zanonato ha risposto che: "Bisogna trovare le risorse per allinearci ai prezzi europei. Tutto dipende dalla dimensione fiscale e dalle accise. Sui combustibili, in particolare sui carburanti che servono per l'autotrazione, siccome era ritenuto un bene in qualche modo rigido, ovvero all'aumentare del prezzo non calava il consumo, sono spesso state applicate accise per recuperare risorse e questo li ha resi i più cari d'Europa".

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