Inail, nel 2012 in calo infortuni e morti sul lavoro

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Secondo la relazione annuale dell'Istituto, sono in diminuzione gli incidenti mortali. Soddisfatto il presidente della Repubblica Napolitano che però invita a "non abbassare la guardia". E dai controlli emerge che l'87% delle imprese è irregolare

Luci e ombre del mondo del lavoro in Italia. L'annuale rapporto Istat è la cartina tornasole delle condizioni lavorative nel nostro Paese. Le buone notizie, per l'anno 2012, riguardano la diminuzione degli incidenti e dei morti sul posto di lavoro. Lo scorso anno sono state 745 mila le denunce di infortuni (in calo del 9% sul 2011 e del 23% sul 2008). Quelli mortali accertati sono stati 790, un nuovo minimo, a fronte di 1.296 denunce. Nel rapporto di quest'anno, per la prima volta, sono stati inclusi anche i dati degli studenti delle scuole pubbliche.

Incidenti in calo - Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sfiorano i 500 mila, in calo dell'11,3% rispetto a quelli riconosciuti nel 2011. Inoltre, di questi 500 mila circa, il 18% è avvenuto fuori dell'azienda, cioè in occasione di lavoro "con mezzo di trasporto" o "in itinere" (durante il tragitto per il lavoro). Per quanto riguarda gli infortuni mortali, dei 790 casi finora accertati sul lavoro (erano 866 nel 2011, 1.110 nel 2008), più della metà (409) sono avvenuti fuori dell'azienda. "La distinzione rispetto alla localizzazione dell'infortunio è rilevante", sottolinea il presidente dell'Inail, Massimo De Felice, "per meglio giudicare e calibrare le politiche di prevenzione". Gli infortuni sul lavoro hanno causato più di 12 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell'Inail: in media 80 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione, 19 giorni in assenza di menomazione.

Tante aziende irregolari - Le notizie meno positive arrivano dalle tante irregolarità riscontrate nei controlli. Nel 2012 sono state controllate circa 23 mila aziende, quasi 2 mila in più del 2011: circa l'87% è risultato irregolare. Nell'anno passato sono stati regolarizzati 53.734 lavoratori (+10% sul 2011), di cui 45.679 irregolari e 8.055 in nero (+7,3%). Una parte del rapporto è dedicata alle tematiche legate all'amianto. Nel 2012 sono state riconosciute 1540 tra le denunce di patologie asbesto-correlate. Dei casi denunciati, 348 hanno avuto esito mortale. In generale, le denunce di malattie nel 2012 sono state circa 47.417, circa mille in meno rispetto al 2011. I decessi sono stati 1583 (il 27% in meno rispetto al 2008).

La reazione di Napolitano - Soddisfazione da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "I dati positivi non devono indurre ad abbassare la guardia", ha dichiarato in un messaggio in occasione della presentazione del rapporto."Il livello dell'attività di controllo deve rimanere altissimo in tutti i settori, con particolare attenzione alle sostanze e materiali nocivi come l'amianto", ha aggiunto Napolitano. Gli fa eco il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Enrico Giovannini, secondo cui: "Anche in un periodo di difficoltà economica, sulla sicurezza sul lavoro non bisogna abbassare la presa".

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