Crisi, Saccomanni vede la ripresa. Squinzi: solo a fine anno

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Scambio di opinioni durante un convegno. Il ministro dell'Economia parla di "consolidamento della crescita". Il presidente di Confindustria replica: "La luce non la vedo ancora". Pessimista anche il ministro Zanonato: "Siamo al punto di non ritorno"

L'ottimismo di Saccomanni contro la prudenza di Squinzi e i moniti di allarme di Zanonato. Al centro del botta e risposta la crisi economica e i tempi di ripresa del nostro Paese. Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni è intervenuto al convegno "Più Mondo in Italia - Per la crescita delle imprese italiane", organizzato da Confindustria a Roma. L'ex direttore di Bankitalia ha esordito dando una valutazione positiva del secondo trimestre del 2013. "Un periodo di transizione prodromico ad un consolidamento della ripresa, anche grazie alle misure che sono state prese". Saccomanni ha mostrato un certo ottimismo: "Credo che una luce un po' più positiva la stiamo vedendo in questi giorni".

Squinzi e Zanonato frenano - La replica è arrivata poco dopo nelle parole di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: "Io stimo moltissimo Saccomanni, ma in effetti la luce non la vedo ancora. Maggio è meglio di aprile, giugno di maggio, ma la produzione industriale a giugno è in calo dell'1,7% su base annua, ci stiamo stabilizzando sul fondo e verso fine anno credo che ricominceremo la risalita".

In linea con le parole di Squinzi anche il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. Intervenendo all'assemblea annuale dell'Ania, ha dichiarato: "Siamo impegnati in una corsa contro il tempo per dare speranza alla nostra economia. Stiamo attraversando una grave crisi e siamo arrivati a un punto di non ritorno. Anche piccoli e sporadici segnali positivi non sono sufficienti".

Le prossime mosse e le richieste al governo - Il ministro Saccomanni ha promesso "un'accelerazione sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione", facendo notare "siamo il Paese dei falsi invalidi, dei falsi ciechi, ci sarà pure qualche falso creditore" e per questo il ministero vuole fare tutte le verifiche necessarie. Il titolare dell'Economia si è detto anche a favore di una riduzione della pressione fiscale.

Anche in questo caso la replica di Squinzi non si è fatta attendere: "Bisogna mettere mano veramente alla legge di delega fiscale. Il Paese vive una situazione di abuso di diritto fiscale". E si è fatto portavoce degli industriali con un messaggio diretto al governo Letta: "Rischiamo il prossimo anno di avere una risalita dello 0,3% o dello 0,4%, che non risolve i nostri problemi, una disoccupazione al 12% e al 38-40% per i giovani. Per ricreare occupazione vera serve una crescita minimo al 2-3%".

Zanonato sull'IVA - Il ministro Zanonato ha anche parlato del congelamento dell'aumento dell'Iva al 22%. "Abbiamo l'obiettivo di eliminarlo definitivamente, dopo il rinvio di tre mesi ma l'impegno è condizionato dal fatto che il Paese riprenda a crescere". Quanto alla tempistica per raggiungere l'obiettivo dell'eliminazione definitiva dell'aumento dell'Iva, il ministro ha detto: "Bisognerà lavorare anche d'estate".

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