Bankitalia: Imu ai Comuni, il catasto favorisce i ricchi

(Foto d'archivio)
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Al Senato l'audizione della Banca d'Italia: il divario tra i valori del registro degli immobili e gli effettivi valori di mercato "può generale fenomeni di iniquità". Per una riforma servirebbero 5 anni. Istat, crollo di vendite e mutui

Riformare il catasto (fenomeni di iniquità tendono a "favorire i contribuenti più ricchi"); destinare l'Imu ai Comuni ("prelievo opaco per il contribuente") e nuovo calo dei prezzi delle case ("due punti  percentuali all'anno in termini nominali"). Questo, in sintesi, quanto afferma la Banca d'Italia nell'audizione sull'indagine conoscitiva in materia di tassazione degli immobili, nella commissione Finanze del Senato.
Intanto, Istat conferma il crollo dei mutui (dimezzati dal 2006) e delle compravendite (-22%) (Lo studio e il servizio di SkyTG24).

Riforma del catasto - "Le differenze nel divario fra la base imponibile basata sulle rendite catastali e gli effettivi valori di mercato degli immobili possono generare fenomeni di iniquità sia orizzontale sia verticale" tendendo a "favorire i contribuenti più ricchi". E la "revisione dei coefficienti di rivalutazione delle rendite catastali prevista con l'introduzione dell'Imu non ha sostanzialmente alterato questa sperequazione". E' quanto rendono noto Alessandro Buoncompagni (Servizio rapporti fiscali) e Sandro Momigliano (servizio studi di struttura economica e finanziaria) a Palazzo Madama.
Secondo i funzionari della Banca d'Italia sarebbe dunque opportuno trovare "meccanismi che attenuino disparità di trattamento ingiustificate", a maggior ragione alla luce del fatto che la riforma del catasto "potrebbe richiedere tempi abbastanza lunghi, recentemente stimati nell'ordine di un quinquennio".

Imu, destinare ai Comuni l'intero gettito -  Sull'Imu, continua la Banca d'Italia, "le interferenze tra la politica tributaria nazionale e la fiscalità locale rendono il prelievo opaco per il contribuente". Una possibile linea di intervento potrebbe essere "destinare ai Comuni l'intero gettito dell'Imu". Secondo via Nazionale, questa scelta darebbe benefici in termini di visibilità dell'imposta e eviterebbe forme "di concorrenza fiscale di tipo verticale e vi sarebbero risvolti positivi in termini di maggiore coinvolgimento degli enti nelle attività antievasive e antielusive. "La riforma dell'Imu può essere l'occasione per una ulteriore razionalizzazione dei poteri di prelievo - aggiungono - condotta nello spirito della separazione delle fonti".
"L'introduzione dell'Imu - continua Banca d'Italia - ha comportato per le imprese un forte aggravio fiscale a causa dell'incremento dei moltiplicatori": il gettito derivante dagli immobili di proprietà delle imprese e da fabbricati, negozi e uffici posseduti da persone fisiche è aumento con il passaggio dall'Ici all'Imu e si stima abbia superato, nel complesso, i 10 miliardi. Questo senza considerare terreni ed aree edificabili. Infine, precisa che la "tassazione immobili in linea con Europa".

Immobili, calo prezzi 2% l'anno - Bankitalia stima inoltre che nel 2013 e
nel 2014 i prezzi delle case dovrebbero subire un calo annuo del 2% in termini nominali. "Nello scenario di medio termine delineato dai principali previsori, che per il 2013 anticipa una nuova flessione del Pil italiano nell'ordine di 1,8 punti percentuali, seguita da una modesta ripresa nel 2014, si può stimare che nel biennio i prezzi delle case subirebbero un nuovo calo, in media nell'ordine di due punti percentuali all'anno in termini nominali", affermano i funzionari di Bankitalia nel corso dell'audizione in Senato. "In questo contesto, la tassazione della proprietà immobiliare può avere accentuato le spinte al ribasso dei prezzi delle case originate dal peggioramento del quadro macroeconomico", prosegue Via Nazionale.

Istat: crollo erogazione mutui e compravendite -  E, secondo quanto comunica Istat, nel IV trimestre 2012 il crollo dei mutui. Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti ed altre obbligazioni con ipoteca immobiliare stipulate con banche o soggetti diversi sono diminuiti del 30,6%. Il calo nell'intero anno è stato del 37,4%
sul 2011. Rispetto al 2006 si sono più che dimezzati, -54,7%. Inoltre, le convenzioni di compravendita di unità immobiliari ad uso abitazione ed accessori (587.330) diminuiscono del 22,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente; quelle di unità immobiliari ad  uso economico (39.654) del 19,7%.

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