Sangalli: "Aumento Iva è benzina sul fuoco della recessione"

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Confcommercio chiede alla politica di agire tempestivamente (video). E aggiunge: "Il potere di acquisto perso si recupererà nel 2036". Il ministro Zanonato sull'Iva: "Non posso fare promesse". Fischi dalla platea. Alfano: "Ci stiamo lavorando"

L'aumento dell'Iva "va scongiurato tempestivamente, con un approccio davvero senza se e senza ma. L'impatto di questo aumento su consumi, crescita e occupazione sarebbe davvero benzina sul fuoco ancora ardente della recessione". Lo ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli (qui il testo integrale della relazione) a Roma, aprendo i lavori dell'Assemblea Generale, chiedendo alla politica di agire "tempestivamente e in profondità" di fronte a una crisi che ha fatto tornare i consumi ai livelli del 2000". E ha attaccato: “Nel declino dell'Italia non vi è nulla di ineluttabile. Non siamo vittime di un destino cinico e baro. Scontiamo invece scelte sbagliate e scelte mancate. Oggi però non possiamo più permetterci ne' le prime ne' le seconde".
Sull'Iva è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato. "Vorrei essere qua per dire che non la aumenteremo ma non è che non voglio, non lo non posso al
momento fare", ha detto accolto da fischi e contestazioni. Applausi invece al ministro nel passaggio sul "paradosso" dell'Imu applicata agli immobili strumentali.



Sull'Iva, in un tweet, il vicepremier Alfano ha assicurato



"Potere di acquisto perso di recupererà nel 2036 " - Secondo un rapporto del Centro Europa Ricerche (Cer) presentato all'assemblea, "a causa della crisi, ogni famiglia italiana ha registrato, in media, una riduzione del proprio potere d'acquisto di oltre 3.400 euro. La dimensione raggiunta dalla caduta dei redditi è tale che, se pure si riuscisse a tornare alle dinamiche di crescita pre-crisi, bisognerebbe comunque aspettare fino al 2036 per recuperare il potere d'acquisto perduto". "Inutile girarci intorno: senza un cambiamento profondo delle politiche, in Europa e in Italia, non se ne esce", ha detto Sangalli, sottolineando che l'Unione deve capire che "non c'è contrasto della recessione e impegno per l'occupazione senza una più robusta domanda interna". C'erano una volta i consumi...", dice invece con amara ironia Sangalli, sottolineando come "siano tornati ai livelli del 2000".

"Proseguire con un'organica revisione della tassazione su immobili" - Tra gli elementi di maggiore preoccupazione, secondo il presidente di Confcommercio, c'è la stretta creditizia, che "merita davvero di essere assunta come una priorità dell'Unione, facendo anzitutto avanzare l'Unione interbancaria". Secondo Sangalli la politica ha iniziato ad agire, come nel caso del rifinanziamento della cig - "però a scapito dei fondi per l'incentivazione del premio di produttività e della formazione" - e della sospensione dell'Imu - "ma bisogna adesso proseguire con un'organica revisione della tassazione degli immobili". Vanno poi spese "presto e bene" le risorse per il Sud, perché "se il Nord è sull'orlo del baratro, il tonfo del Mezzogiorno è invece una realtà già conclamata e conclamata da tempo".

"Attuare riforme su fisco e lavoro" - Confcommercio chiede poi alla politica di attuare le riforme, in primis nei settori del fisco e del lavoro, "rivedendo le restrizioni in materia di flessibilità in entrata, affrontando il nodo del costo del lavoro e il suo recente aggravio per l'apprendistato, semplificando procedure e adempimenti". In materia di fisco, il rapporto del Cer rileva che nel 2013 "il numero di giorni di lavoro necessari per pagare tasse, imposte e contributi raggiungerà il suo massimo storico: 162 giorni (ne occorrevano 139 nel 1990 e 150 nel 2000); ne occorrono 130 nella media europea (-24% rispetto all'Italia)".

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