Istat, allarme disoccupazione: è ai massimi dal 1977

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Nel primo trimestre del 2013 il tasso di persone senza lavoro ha raggiunto il 12,8%. Si tratta del livello più alto da 36 anni. Record anche per i giovani tra 15 e i 24 anni: la percentuale raggiunge il 41,9% (nel 2012 era il 35,9%)

Nel primo trimestre del 2013 il tasso di disoccupazione è balzato al 12,8% (con una crescita di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Lo rileva l'Istat in base a dati non destagionalizzati. Considerando i confronti tendenziali si tratta del livello più alto dal primo trimestre del 1977, quando sono iniziate le rilevazioni trimestrali. In totale il numero dei disoccupati nel primo trimestre del 2013 è pari a 3 milioni 276 mila (dati non destagionalizzati). Un dato che segna “un ulteriore forte aumento" su base tendenziale, in rialzo del 17,0%, con quasi mezzo milione di persone in cerca di lavoro in più (+475 mila unità in un anno). L'incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre sei casi su dieci le persone con almeno 35 anni. Ma i dati dell'Istat evidenziano anche un record della disoccupazione nella fascia tra i 15 e i 24 anni, che tocca nel primo trimestre il 41,9%.
E guardando oltre i confini le cose non vanno meglio. Contemporaneamente ai dati dell'Istat sono stati diffusi anche quelli dell'Eurostat, che registrano ad aprile un tasso di disoccupazione nell'Eurozona pari al 12,2% (contro l'11,2% di aprile 2012). Si tratta del livello più alto mai raggiunto dal
1995. Stessa cosa per quella giovanile, arrivata a quota 24,4%. L'Italia, con il suo
40,5% di giovani disoccupati, è al quarto posto dopo Grecia, Spagna e Portogallo.

Disoccupazione giovanile al 41,9% nel primo trimestre del 2013 - Secondo i dati diffusi dall’Istat la percentuale delle persone senza un lavoro tra i 15 e i 24 anni ha raggiunto il 41,9% nel primo trimestre del 2013 (era il 35,9% nei primi tre mesi del 2012). Anche in questo caso si tratta del massimo storico su base tendenziale. Ovvero il livello più alto dal primo trimestre del 1977, La crescita è diffusa in tutte le ripartizioni territoriali e riguarda soprattutto la componente maschile. Nelle regioni meridionali oltre la metà della forza lavoro giovanile (occupati e disoccupati) è in cerca di lavoro, con valori dell'indicatore pari al 51,2% per i maschi tra i 15 e i 24 anni e al 52,8% per le giovani donne. Complessivamente, nella classe tra 15 e 24 anni, il numero delle persone in cerca di occupazione raggiunge 696.000 unità (+65.000 rispetto a un anno prima), pari all'11,5% della popolazione di questa fascia di età (12,8% per i maschi e 10,2% per le femmine).

Ad aprile disoccupazione al 12%- L’Istituto nazionale di Statistica ha diffuso oggi, venerdì 31 maggio, anche i dati relativi al solo mese di aprile. In totale il numero di persone senza lavoro è stato pari a 3 milioni 83 mila, in aumento dello 0,7% rispetto a marzo (+23 mila unità). Su base annua si registra una crescita del 13,8% (+373 mila unità). Il tasso di disoccupazione si attesta così ad aprile al 12,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a marzo e di 1,5 punti nei dodici mesi, rileva ancora l'Istat. Si tratta infatti del tasso più alto dal gennaio del 2004, quando sono iniziate le rilevazioni mensili Per quanto riguarda la fascia tra i 15 e 24 anni, la disoccupazione nel mese di aprile è stata pari al 40,5%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,9 punti nel confronto tendenziale. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 656 mila e rappresentano il 10,9% della popolazione in questa fascia d'età. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente (+25mila unità). Il tasso di inattività si attesta al 36,2%, in aumento di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale e in diminuzione di 0,1 punti su base annua.

Napolitano: “Soluzioni tempestive per disoccupazione” – Sul tema lavoro è tornato oggi anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri aveva già lanciato un appello. Della "questione sociale che si esprime soprattutto nella dilagante disoccupazione giovanile, bisogna farsi carico ponendola al centro dell'azione pubblica, che deve connotarsi per un impegno sempre più assiduo nella ricerca di soluzioni tempestive ed efficaci alle pressanti istanze dei cittadini" ha detto in un messaggio inviato per il 2 giugno.

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