Deficit eccessivo, l’Ue: “Chiudere procedura per l’Italia”

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La proposta contenuta nel documento che dovrebbe essere approvato il 29 maggio. La Commissione europea pubblicherà anche le raccomandazioni specifiche per Paese basate su una valutazione dettagliata della situazione economica, di bilancio e occupazionale

Mercoledì prossimo la Commissione europea proporrà l'uscita dell'Italia dalla procedura per deficit eccessivo, avviata nell'ottobre del 2009, quando il rapporto disavanzo/pil era al 5,3%. Per il 2012, secondo le previsioni di primavera pubblicate all'inizio del mese, l'esecutivo Ue stima un rapporto deficit/pil del 3%, mentre per il 2013 del 2,9%. "Soddisfazione" sarebbe stata espressa secondo quanto trapela in ambienti di Palazzo Chigi. "Finalmente - viene sottolineato - una buona notizia per il Paese". Gli stessi ambienti restano comunque prudenti rinviando "un commento più completo" al momento della formalizzazione della decisione.

Il 29 maggio la Commissione pubblicherà anche le raccomandazioni specifiche per Paese, basate su una valutazione dettagliata della situazione economica, di bilancio e occupazionale in ciascuno Stato membro e su programmi di riforme e stabilità presentati. Laddove lo ritenga necessario, la Commissione raccomanderà ulteriori misure strutturali, di bilancio e a sostegno della crescita da adottare nei 12 mesi successivi.

Secondo la normativa europea, la procedura per deficit eccessivo - che si avvia nel caso di un superamento del rapporto deficit/pil del 3% - viene abrogata quando il disavanzo eccessivo viene corretto "in maniera duratura e sostenibile". Le regole di Bruxelles prevedono che "nei primi tre anni successivi all'abrogazione della procedura, il Paese continuerà ad essere esentato dalla richiesta di ridurre il rapporto debito/pil di almeno il 5% all'anno" oltre alla soglia del 60%, fissata come limite dal Patto di stabilità, mentre sarà richiesto di avere "un progresso sufficiente verso il rispetto del criterio di riduzione del debito". Un elemento particolarmente importante, visto il livello record del debito italiano, che quest'anno ed il prossimo dovrebbe superare il 130%.

Una volta fuori dalla procedura e rientrati nel cosiddetto 'braccio preventivo' del Patto di stabilità e crescita viene concesso al Paese uno spazio di manovra negli obiettivi di bilancio, in particolare per quanto riguarda gli investimenti pubblici produttivi, con progetti cofinanziati dall'Ue, che potrebbero essere scomputati dal calcolo del disavanzo. A questo potrebbe aggiungersi la possibilità di far lievitare dello 0,5% il deficit previsto dal governo per il 2014, pari all'1,8% del Pil, quantificato in 7-10 miliardi di euro. Infine, si sottolinea a Bruxelles, l'abrogazione della procedura per deficit eccessivo è "un chiaro segnale ai mercati che le finanze pubbliche di un Paese sono solide e sostenibile", con un effetto di ulteriore riduzione degli interessi sul debito.

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