Con Tumblr Yahoo! vuole riprendersi la gioventù

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Tra le ragioni che hanno spinto il colosso del web all'acquisizione della piattaforma di blogging anche l'età media molto bassa della community del servizio. Che però non ha reagito benissimo alla notizia

di Raffaele Mastrolonardo

L'annuncio dell'acquisto di Tumblr da parte di Yahoo! l'hanno dato entrambe le parti su Tumblr stesso.  E non poteva essere altrimenti. Marissa Mayer, amministratore delegato di Yahoo!, ha promesso di “non fare sciocchezze”, ovvero di non guastare l'atmosfera del social network che ha appena acquistato. Da parte sua David Karp, il ventiseienne fondatore di Tumblr, ha cercato di tranquillizzare la sua gente: non cambierà nulla – ha detto - se non che le cose “miglioreranno più velocemente”. Tuttavia, il fatto che i protagonisti dell'accordo che porterà la community di blogger tra le braccia del gigante del web, abbiano sentito il bisogno di rassicurare, comunica un certo timore: il matrimonio tra il vecchio e il nuovo della Rete comporta molte opportunità ma anche parecchi rischi.

Quant'è bella giovinezza - 108 milioni di blog, 117 milioni di visitatori mensili nel mondo, 300 milioni di utenti attivi al mese. Tra le ragioni che hanno attirato Yahoo verso Tumblr ci sono anche questi numeri. A confermarlo è stata la stessa Mayer che nel suo primo messaggio post-accordo ha scritto che l'accordo “può far crescere l'audience di Yahoo! del 50 % fino a più di 1 miliardo di visitatori e aumentare il traffico del 20 %”. Quantità, dunque ma non solo. A spingere il colosso affaticato verso l'acquisto c'è anche un altro fattore. Come hanno fatto notare il magazine online Buzzfeed e il Wall Street Journal, conta anche chi sta dietro a quelle statistiche, vale a dire una community giovane e vibrante, tutto il contrario di quella, più anziana, di Yahoo!. Il 28 % dei visitatori del servizio fondato da Karp si trova infatti nella fascia tra i 18 e i 24 anni, una delle più cercate dai pubblicitari. Secondo la società di marketing digitale, Compete.com quella di Tumblr è l'audience più giovane tra i maggiori social media in circolazione: il 45 % di essa ha meno di 35 anni. Non guasta, infine, che il numero di utenti che accede a Tumblr via smartphone cresca velocemente: 12 milioni quest'anno contro i 4 milioni dello scorso, un dettaglio non da poco visto che la navigazione in Rete avviene sempre più in mobilità.

A tutta pubblicità - Per Yahoo!, insomma, si tratta, tra le altre cose, di una bella operazione di svecchiamento. Per questo sperato elisir della giovinezza l'azienda ha deciso di sborsare denaro in eccedenza. Gli 85 miliardi di finanziamenti ricevuti nel 2011, l'ultima iniezione di capitali, aveva infatti portato Tumblr ad una valutazione di 800 milioni di dollari. Marissa Mayer ha dunque deciso di versare 300 milioni in più per una società che nel 2012, secondo le stime, ha fatturato appena 13 milioni di dollari. Le aspettative sono ben altre. “Acquisizioni di questo dimensione si fanno solo se si trova un'azienda eccezionale”, ha affermato. Secondo alcune ipotesi perché l'investimento sia ripagato Tumblr dovrebbe cominciare a produrre 108 milioni di dollari all'anno e per arrivare a quella cifra c'è bisogno che le entrate pubblicitarie si impennino.

La reazione della comunità
– Il problema è che una maggiore presenza di inserzioni potrebbe essere male accolta da una community che fino ad ora ha apprezzato la discrezione con cui Tumblr ha gestito le réclame. In particolare i banner, che sono il business principale di Yahoo!, potrebbero essere considerati troppo intrusivi e rendere l'ambiente meno attraente per chi lo frequenta. Per ora la reazione degli utenti alla notizia è stata tendenzialmente negativa. Qualcuno si è sentito “venduto”, altri hanno proclamato la morte del servizio, altri ancora hanno messo insieme una lista preventiva di cambiamenti che, se avvenissero, li indurrebbero a lasciare la piattaforma. La maggior parte ha comunque reagito nello stile della casa, attraverso immagini animate, minacciando, annunciando l'approssimarsi della fine, paventando il peggio con il tocco distintivo che caratterizza Tumblr. Proprio quello che ha fatto dire a Mayer: “Vogliamo davvero che Tumblr continui ad essere Tumblr”. Per vedere se sarà effettivamente così non resta che aspettare.

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