Mercato dell'auto: primo rialzo da 19 mesi in Europa

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Ad aprile le immatricolazioni nel Vecchio Continente sono cresciute dell'1,8%. Male Fiat che cede in un anno il 9,8% delle sue vendite. E l'Italia si conferma fanalino di coda

Con l'arrivo della primavera il mercato dell'auto in Europa sembra dare segni di risveglio, con immatricolazioni che si attestano, ad aprile, a 1.081.307 unità e registrano il primo progresso in 19 mesi rispetto all'anno precedente (+1,8%). Ma in Italia è ancora inverno e a farne le spese è il gruppo Fiat che ad aprile cede in un anno il 9,8% delle sue vendite in Europa (a 68.181 unità), e segna una quota di mercato al 6,3%, in calo sul 7,1% di un anno fa ma in lieve crescita rispetto al 6% di marzo.

I dati, comunicati dall'Associazione che riunisce i principali costruttori auto presenti in Europa (Acea), rilevano che nei 27 Paesi dell'Ue più quelli Efta il consuntivo dei primi 4 mesi del 2012 è ancora in calo (-7% a 4.176.690 unità), e fotografano ad aprile un andamento delle vendite nei cinque mercati 'big' in contrasto fra loro. L'Italia, in particolare, si conferma il fanalino di coda segnando un calo del 10,9% a 116.209 unità. In flessione anche la Francia (-5,3% a 157.749 unità), mentre sono in progresso Germania (+3,8% a 284.444), Spagna (+10,8% a 62.317) e Gran Bretagna (+14,8% a 163.357).

Il Gruppo Fiat "continua ad essere pesantemente penalizzato dal risultato negativo del mercato italiano", afferma il Lingotto, precisando che il marchio Fiat, che ad aprile ha immatricolato oltre 52mila vetture, in lieve calo del 4%, "cresce in tutti i principali mercati, e i suoi modelli di punta si confermano saldamente leader nei loro segmenti".

Ad influenzare positivamente le vendite di aprile in Europa è stato soprattutto il calendario, con in media due giorni lavorativi in più rispetto ad aprile 2012. Ma anche la ripresa del mercato tedesco, dopo 5 mesi di cali, ha giocato un ruolo importante. Pure se alcuni analisti finanziari fanno notare che in Germania "la maggior parte delle immatricolazioni sono state realizzate con le flotte e i Km Zero, e soltanto il 37% è stato realizzato al retail, cioè  ai privati".

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