Rete Imprese Italia: senza crescita a rischio 650mila posti

1' di lettura

Secondo l'associazione degli imprenditori, tra il 2007 e il 2013 la competitività italiana è diminuita del 5,2% mentre quella tedesca è aumentata di oltre il 6%. Sangalli: "Sospendere l'Imu a giugno anche per le imprese". VIDEO

Negli ultimi sei anni, tra il 2007 e il 2013, la competitività italiana è diminuita del 5,2% mentre quella tedesca, nello stesso periodo, è aumentata di oltre il 6%. Lo afferma un'analisi Cer-Rete Imprese Italia presentata oggi 9 maggio in occasione dell'assemblea dell'associazione, a Roma. Un rapporto che è un grido d’allarme sullo stato della nostra economia.

249mila chiusure di attività commerciali e artigianali nel 2013
- Secondo l’associazione infatti "la crisi sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo: nel 2013, 26,6 miliardi in meno di Pil, 22,8 miliardi in meno di consumi, 249mila chiusure della attività commerciali e dell'artigianato". E in assenza di una sensibile accelerazione della crescita, continua il rapporto - le imprese italiane potrebbero trovarsi nella necessità di operare tagli di occupazione compresi fra 400 e 650mila unità.

"Tra il 2007 e il 2013 – sottolinea ancora l'organizzazione delle imprese - il nostro paese avrà perso 121 miliardi di euro di Pil: un abisso e per tornare ai livelli pre-crisi ci vorranno 10 anni, un arco temporale senza precedenti. Anche il confronto con la grande depressione degli anni '30 è impietoso: in quel caso il livello di Pil pre-crisi fu recuperato dopo 7 anni".

"La luce in fondo al tunnel della crisi davvero non si vede ancora. Senza crescita e coesione l'Italia è perduta", ha sottolineato poi il presidente di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, nel suo intervento all'assemblea. "Senza crescita - ha detto Sangalli - non c’è futuro: non c'è occupazione e coesione sociale e territoriale, e non c'è neppure risanamento strutturale della finanza pubblica. Ed è altrettanto vero che non si può avere la crescita senza investimenti. Per questo, sarebbe giusto chiedere all'Europa di non inserire gli investimenti pubblici produttivi nel computo dei saldi di bilancio".

Sangalli: "Sospendere l'Imu a giugno anche per le imprese" - "Adesso tocca a voi perché le imprese da sole non ce la fanno più” ha aggiunto Sangalli rivolgendosi alla politica. "Tocca al governo e alla politica fare la propria parte, tutta e sino in fondo". "Va disinnescata la miccia del "combinato maldisposto" dell'ulteriore aumento dell'Iva, del debutto della Tares e del pagamento dell'Imu. L'Imu va esclusa dagli immobili
strumentali dell'attività di impresa, estendendo subito anche a questi immobili la sospensione del versamento della rata di giugno ipotizzata per le abitazioni civili".
All'assemblea è intervenuto anche il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, che ha ammesso: "La riduzione fiscale per le imprese è indispensabile e proprio per questo occorre definire una programmazione seria ed efficace, senza tuttavia compromettere la tenuta dei conti pubblici".

Leggi tutto