Addio sms, sempre più chat: un business che ora fa gola

Qualcuno ancora digita sms - GettyImages
1' di lettura

Grazie alla diffusione degli smartphone e alle applicazioni come WhatsApp, sono sempre meno le persone che continuano a usare i tradizionali messaggi di testo. E le mosse di Facebook e Google confermano che si tratta di un affare promettente

di Raffaele Mastrolonardo

Il tempo passa per tutti. Anche per i telefonini. Dapprima la notizia che nel primo trimestre dell'anno le vendite di smartphone hanno superato quelle dei cellulari normali. E poi l'annuncio che i cari vecchi sms sono stati sorpassati dalle applicazioni di messaggeria istantanea mobile. Insomma, il nuovo avanza implacabile e ha la forma dei telefonini intelligenti e delle app tipo WhatsApp che permettono agli utenti di chattare e scambiarsi frammenti di conversazioni attraverso i propri computer da tasca. A confermarlo, oltre ai numeri, sono anche le mosse dei grandi del Web. Da Facebook, che, insieme a Home, ha lanciato il suo nuovo servizio di instant messaging, a Google che avrebbe in mente di unificare tutti i suoi prodotti di comunicazione interpersonale in un unico servizio che funzioni su tutte le piattaforme mobili principali.

Il sorpasso – Ma sono innanzitutto i dati, come detto, a certificare l'avvento di una nuova era, salutata anche dalla commissaria Europea all'agenda digitale Neelie Kroes. Secondo le statistiche fornite dalla società di analisi di mercato Informa, nel 2012 gli utenti si sono scambiati in media 19,1 miliardi di messaggi via chat mobile al giorno con 17,6 miliardi di sms. Il sorpasso è avvenuto e presto ci sarà anche l'onta del doppiaggio. Nel 2012, infatti, i messaggini di testo tradizionali cresceranno di poco (fino a 19,5 miliardi di media giornaliera) mentre gli scambi attraverso app mobili raggiungeranno i 41 miliardi, come dire due volte tanto. Il percorso è tracciato insomma e, come ha notato il Financial Times, lo scenario pone dei rischi per gli operatori mobili che dagli sms si stima genereranno globalmente 120 miliardi di dollari. L'altra faccia della medaglia è il successo delle applicazioni che permettono agli utenti di tenersi in contatto attraverso gli smartphone. WhatsApp, per esempio, che recentemente ha sostenuto di avere superato i 200 milioni di utenti attivi mensili. Un traguardo raggiunto anche dal suo concorrente Viber, almeno secondo quanto afferma l'azienda.

Le mosse di grandi
– E che questo sia un business in espansione lo confermano altri segnali. Per esempio, l'attesa per la versione 3.0 di WhatsApp e, soprattutto, le mosse di due colossi del web come Facebook e Google. Tra le novità lanciate dal social network insieme a Home, l'app che rende gli smartphone social, c'è anche Chat Heads, un nuovo servizio di messaggeria istantanea, attivo da poco anche sulla app Facebook di iPhone. Come ha raccontato il Financial Times, la mossa è diretta contro i rivali tipo WhatsApp che su mobile possono sottrarre utenti al servizio di Mark Zuckerberg agevolando le conversazioni tra pochi intimi. L'obiettivo di Chat Heads - almeno nella versione per Android dove la funzionalità esce fuori dall'ambiente della app di Facebook - è diventare il sistema di messaggistica di default dell'utente mescolando chat e sms. Anche Google intanto si muove su questo fronte. Da qualche tempo si susseguono voci secondo cui il motore di ricerca sarebbe intenzionato a raggruppare tutte le sue applicazioni per la comunicazione interpersonale (Talk, Hangout, Voice e Google + Messenger) sotto un unico cappello. Obiettivo: fornire all'utente un'unica lista sincronizzata di contatti con cui conversare su tutti i differenti dispositivi indipendentemente dal sistema operativo adottato.

Leggi tutto