Ocse: in Italia impossibile calo delle tasse significativo

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L’organizzazione, nel rapporto semestrale, sottolinea: la priorità resta la riduzione del debito. Riviste al ribasso le stime sul Pil 2013: -1,5% contro il -1%. Padoan: "Ridurre le tasse sul lavoro è più importante dell'Imu"

La priorità è la riduzione delle tasse sul lavoro e non l'Imu. L'Ocse non usa tanti giri di parole e lancia un messaggio chiaro al governo italiano e in particolare al Pdl che nei giorni scorsi aveva messo in dubbio il proprio sostegno all'esecutivo se non avesse abolito l'Imu tout court.
Prima bisogna fare "scelte coerenti con l'abbattimento fiscale sul lavoro, poi per le altre scelte bisognerà garantire la copertura", ha sottolineato Pier Carlo Padoan, chief economist dell'organizzazione. Padoan, alla presentazione del Rapporto Oecd Economic Survey: Italy 2013, ha aggiunto che "è necessario avere delle priorità in presenza di un forte vincolo di bilancio, ai fini della credibilità del Paese". Di conseguenza, in Italia "è impossibile per il momento ridurre in modo significativo il livello complessivo dell'imposizione". E' possibile invece l'eliminazione delle agevolazioni fiscali per incrementare la base imponibile dunque un ritocco delle aliquote marginali "senza impatto sulle entrate".

"Priorità riduzione del debito e consolidamento delle riforme"
- Nel rapporto, l'Ocse ribadisce che le altre priorità per l'Italia sono un'ampia riduzione del debito e il consolidamento delle riforme strutturali. "Per l'Italia", si legge nel rapporto, "la
priorità è la riduzione ampia e prolungata del debito pubblico", mentre "i risultati ottenuti grazie alle riforme strutturali devono essere consolidati e sono necessarie ulteriori misure volte a promuovere la crescita e migliorare la produttività, per rimettere l'Italia sulla strada di una crescita sana".

Riviste al ribasso le stime del Pil - L'organizzazione parigina ha rivisto inoltre al ribasso il Pil italiano: l'economia "potrebbe frenare" nei prossimi mesi e "non dovrebbe iniziare a crescere prima del 2014". Prevista una contrazione del Pil dell'1,5% nel 2013 e una crescita dello 0,5% nel 2014. Si tratta di dati più pessimisti rispetto al -1,3% di quest'anno e al +1,3% del 2014, stimati dal governo nel quadro macroeconomico contenuto nel Def, presentato ad aprile. Cattive notizie anche sul fronte del deficit: secondo l'Ocse il rapporto deficit/pil dell'Italia salirà al 3,3% nel 2013 e al 3,8% nel 2014. E a tal proposito Padoan avvisa che se il deficit non scenderà sotto il 3% sarà necessaria una manovra. Nonostante tutto però l'Italia potrà uscire dalla recessione già nel 2013. Immediata la risposta del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni (VIDEO) : il nuovo governo, ha detto, prosegue "con fermezza sulla strada delle riforme strutturali già iniziate". Il ministro ha assicurato che entro maggio sarà chiusa la procedura Ue per deficit eccessivo.


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