Pensioni, il 44% è sotto i mille euro

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Per 2,2 milioni (il 13,3%) le prestazioni non superano i 500 euro al mese. Le donne percepiscono assegni d'importo medio pari a 13.228 euro l'anno, inferiori del 30,5% rispetto a quanto ricevuto dagli uomini (19.022 euro). I DATI ISTAT

Quasi un pensionato su due percepisce un assegno inferiore ai 1.000 euro e quasi uno su otto addirittura meno di 500 euro. Dai dati previdenziali e assistenziali resi noti dall'Istat relativi al 2011, si evince in particolare che il 13,3% dei pensionati riceve meno di 500 euro al mese, il 30,8% tra i 500 e i 1.000 euro (quindi in totale il 44% percepisce meno di 1.000 euro), il 23,1% tra i 1.000 e i 1.500 euro e il restante 32,8% percepisce un importo superiore ai 1.500 euro.

Il 44% è sotto i mille euro - Oltre i tre quarti (76,9%) dei titolari di pensioni sociali percepiscono redditi di importo mensile inferiore ai 1.000 euro (il 39,1% non supera i 500 euro). La quota scende a meno della metà tra i pensionati di invalidità, anche civile (47,4% e 40% rispettivamente) e a un terzo tra i titolari di pensioni di vecchiaia (33,4%) e i superstiti (37,1%).

Le donne percepiscono il 30% in meno degli uomini - Secondo i dati Istat relativi al 2011, i pensionati sono 16,7 milioni, 38mila in meno rispetto al 2010; in media ognuno percepisce 15.957 euro all'anno, 486 euro in più del 2010. Il 67,4% è titolare di una sola pensione, il 24,8% ne percepisce due e il 6,5% tre; l'1,4% quattro o più.
Le donne, che nel 2011 rappresentano il 52,9% dei pensionati, percepiscono assegni d'importo medio pari a 13.228 euro, inferiori del 30,5% rispetto a quanto ricevuto dagli uomini (19.022 euro). In aggiunta, viene sottolineato nello studio Ista, oltre la metà delle donne (53,4%) riceve meno di mille euro al mese, a fronte di circa un terzo (33,6%) degli uomini.

Sale la spesa delle pensioni - Mentre insomma milioni di pensionati non riescono ad arrivare a fine mese, i dati Istat evidenziano anche che la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 265,963 miliardi di euro, è aumentata del 2,9% rispetto all'anno precedente, mentre la sua incidenza sul Pil è cresciuta di 0,2 punti percentuali (16,85% contro il 16,66% del 2010). Dati che preoccupano i sindacati. La Spi-Cgil è pessimista: "La condizione dei pensionati purtroppo è destinata a peggiorare ulteriormente perché su di loro pesano il fortissimo prelievo fiscale e l'iniquo blocco della rivalutazione annuale delle pensioni introdotto con la riforma Fornero". "La crescita della spesa previdenziale è solo apparente poiché, in realtà, la spesa previdenziale pura è diminuita ma in Italia si continua a non separarla da quella assistenziale", fa rilevare il segretario confederale della Uil Domenico Proietti.

Nelle aree rurali, soglie inferiori ai 500 euro - E la Cia, la confederazione degli agricoltori ricorda che "nelle campagne si vivono le situazioni più difficili: se in Italia quasi un pensionato su due vive con meno di 1.000 euro al mese, nelle aree rurali la media percepita si abbassa notevolmente, ed è proprio qui che si registra la massima concentrazione di pensioni minime, inferiori alla soglia di 500 euro mensili".

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