Allarme Ue su debito Italia: rischio contagio, banche deboli

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"In Italia persistono squilibri macroeconomici che richiedono monitoraggio e azione decisiva" dice la Commissione europea. "Roma vulnerabile a shock mercati". Rehn: piena fiducia in Napolitano

I problemi dell'Italia potrebbero contagiare il resto d'Europa. L'avvertimento arriva dal rapporto sugli squilibri macroeconomici della Commissione europea e che riguarda 13 Paesi. "Il potenziale contagio economico e finanziario al resto dell'area euro resta considerevole - sostiene l'esecutivo Ue -  se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano italiano si intensificheranno di nuovo". L'Unione europea punta dunque il dito sull'elevato debito pubblico, la perdita di competitività e la debolezza del sistema bancario del nostro Paese. Anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, avverte: stiamo perdendo la ripresa e senza provvedimenti c'è il rischio di esplosioni sociali "violente". Intanto, secondo quanto emerge dai dati Istat, il calo della produzione industriale non si ferma.

Ridurre rapporto debito/Pil - Per l'Unione europea, l'alto debito, insieme con la perdita di competitività esterna e la scarsa produttività, continuano a essere i principali fattori di squilibrio macroeconomico del nostro Paese per la quale si conferma la necessità di perseguire un alto avanzo primario. Queste "storiche debolezze strutturali - spiega il rapporto - hanno ridotto la capacità del Paese di assorbire gli shock economici" così come "la resistenza delle banche italiane alla crisi si è indebolita seriamente da metà 2011 ed è ora più difficile il loro sostegno all'attività economica". 
"L'Italia rimane vulnerabile agli improvvisi cambiamenti degli umori dei mercati" e questo, secondo la Commissione europea, evidenzia "l'esigenza di mantenere il miglioramento del bilancio in termini strutturali", affinché il rapporto debito/Pil venga condotto "sulla strada di una regolare riduzione".

Rehn: fiducia in Napolitano - Il vicepresidente della Commissione Ue Olli Rehn, però, esprime piena fiducia nei confronti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Farà quanto umanamente possibile per facilitare la formazione di un nuovo governo in Italia" ha dichiarato (VIDEO)- "E' molto probabile che in maggio Bruxelles chiuda la procedura per deficit eccessivo aperta nel 2009 nei confronti dell'Italia, e l'asta dei titoli mdi Stato "va in una direzione migliore" dopo un lungo periodo di incertezza.


Asta dei Bot: collocati 11 miliardi - E' record, infatti, per l'asta dei bot: il ministero dell'economia ne ha collocati 11 miliardi con scadenze annuali e trimestrali. Il tasso di rendimento degli 8 miliardi di Bot annuali è sceso sotto l'1% e si è attestato allo 0,922% dall'1,28% della precedente asta. La domanda è stata pari a 1,64 volte l'offerta. Il rendimento dei 3 miliardi di Bot trimestrali si è collocato allo 0,243%, nuovo minimo storico, in netto calo rispetto allo 0,765% dell'asta di ottobre. La domanda è stata pari a 1,87 volte l'offerta.

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